Cagliari, “mio fratello morto a marzo 2020 in Germania cercato dai giudici un mese fa: assurdo”

Morto da 20 mesi ma giudicato “irreperibile” dalla giustizia. Roberto Staico perde la vita in un incidente in un paesino tedesco, il 10 novembre gli avvocati mandano una lettera per un processo, previsto a gennaio 2022. La sorella Daniela: “Follia, per quasi due anni nessuno ha comunicato il suo decesso alle autorità: ecco cosa succede quando burocrazia e Covid si incontrano”

È morto a marzo 2020 in un paesino della Germania, Mörfelden Walldorf, “in un incidente stradale: è stato schiacciato da un treno”. Roberto Staico, 49enne di Cagliari, viveva all’estero da qualche tempo, ma il suo decesso è stato sconosciuto, sino a due giorni fa, alle autorità giudiziarie e amministrative italiane. Una vicenda assurda, raccontata per filo e per segno dalla sorella, Daniela. A novembre ha ricevuto nella sua cassetta delle lettere una busta, da parte degli avvocati del fratello, per l’udienza di un processo che lo vede coinvolto: “La Corte d’appello ha fissato l’udienza il 25 gennaio 2022 alle 9”. Vale a dire a 23 mesi di distanza dalla scomparsa dell’uomo. Daniela Staico ha dovuto smuovere mari e monti, arrivando anche a scrivere “al sindaco Truzzu”. Solo grazie a un tour forsennato tra vari uffici, è riuscita ad ottenere il certificato di morte del fratello: “Era coinvolto in una vicenda legata a una lite condominiale, era stato denunciato da alcuni vicini perchè avrebbe dato fuoco a una scala del palazzo”, spiega la donna. Ma, a prescindere dalla colpevolezza o innocenza di Roberto Staico, con la morte di una persona qualunque procedimento giudiziario o eventuale condanna è automaticamente estinta. Ma cosa succede se nessuno, in Italia, ha saputo del decesso dell’uomo? “Che un morto possa essere chiamato per partecipare a un processo”.
“È una vicenda assurda e che, in noi familiari, ha creato solo più dolore”, dice Daniela Staico: “Ci è stato detto che Roberto risultata irreperibile dal 2019, ma la sua famiglia non ha mai cambiato residenza. Bastava andare a suonare il campanello per sincerarsi della situazione. Mio fratello in Germania lavorava nei bar e nei ristoranti, si arrangiava facendo le stagioni. A marzo 2020 ha avuto un incidente stradale ed è morto. Ma per le autorità italiane, sino a pochi giorni fa, era vivo”.