Cagliari, minacce di morte di Sel ai giornalisti: come nel fascismo

La politica cerca di mettere il bavaglio a chi propone un’informazione libera, accertata da fatti e documenti, con minacce di morte: un episodio gravissimo che ci riporta ai tempi del fascismo. Chi non è allineato col potere deve essere eliminato fisicamente: così la pensano alcuni esponenti di Sel. Nessuna solidarietà dal sindaco Zedda: se non arrivasse sarebbe connivente con chi afferma di voler essere un delinquente e di volere punire con violenza i giornalisti

Minacce di morte e libertà di stampa. La politica cerca di mettere il bavaglio a chi propone un’informazione libera. E lo fa nel modo peggiore. Oggi Casteddu Online e i suoi giornalisti hanno ricevuto minacce di morte da due esponenti di SEL, Sinistra Ecologia e Libertà, il partito del sindaco Massimo Zedda, che evidentemente ignorano le più elementari regole della democrazia e del diritto di opinione. Un fatto gravissimo e un precedente pericoloso per chi fa informazione libera e senza vincoli di parte. Preoccupante per chi propone un giornalismo d’inchiesta che arriva a toccare interessi e situazioni a volte scomode e spesso imbarazzanti. Casteddu Online è un giornale libero, neutrale, una testata giornalistica regolarmente registrata che rispetta le regole e risponde deontologicamente agli organi preposti a garantire un’informazione corretta, veritiera ed equilibrata.Un giornale che piace alla gente e viaggia con circa 60 mila accessi unici al giorno e che supera i 3 milioni di pagine visualizzate al mese. 

La sua colpa oggi è stata quella di pubblicare notizie vere, documentate, che interessano la gente e che hanno sollevato il velo a situazioni imbarazzanti e di potere nella gestione della cosa pubblica alquanto singolari, che hanno visto protagonista in negativo l’ex partito di Nichi Vendola. Notizie che hanno provocato una reazione sconsiderata di alcuni esponenti  del partito che hanno visto bene di accendere una miccia pericolosa sui social alimentando gesti violenti ed eclatanti e incoraggiando azioni delinquenziali che nulla hanno a che fare con la libertà di stampa e di opinione e che sarà oggetto nelle prossime ore di denuncia agli organi di Polizia a tutela dell’incolumità dei giornalisti della testata.

Un episodio gravissimo, pericoloso che ci riporta indietro negli anni. Chi non è allineato, chi non rispetta le regole del regime è un nemico e deve essere eliminato o messo all’angolo col fango, col discredito e con le offese gratuite. Ma l’aspetto più grave è che il giornalista che si permette di uscire dal coro deve essere addirittura eliminato fisicamente. Questo accadeva nell’epoca fascista dove le veline arrivavano ai giornali e dove l’informazione era uniformata e lontana dalla realtà. E sembrava solo un brutto ricordo ma ancora una volta qualcuno ha deciso di riaprire la ferita.  Mi chiedo dove inizia e dove finisce la libertà di stampa se chi ci rappresenta si sente autorizzato a formulare minacce di morte irresponsabilmente e con superficialità pensando di restare impunito? Casteddu Online ha ricevuto solidarietà e numerosi attestati di stima da parte dei candidati a sindaco, dei rappresentanti sindacali e di categoria, dagli esponenti di tutti i partiti locali e nazionali, ma deve prendere atto del silenzio assordante del sindaco Massimo Zedda. Vogliamo credere che si tratti solo di una distrazione dovuta ai numerosi impegni elettorali perché altrimenti sarebbe connivenza con chi apertamente e pubblicamente ha dichiarato di voler essere un delinquente e di voler punire con violenza i giornalisti di Casteddu Online. Resta una grande amarezza. Oggi 21 maggio 2016 è una pagina molto triste  per il giornalismo in Sardegna. E ne usciamo tutti sconfitti.


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