Cagliari-Milan, i rossoblù crollano ancora: il calo atletico e di gioco e la difesa colabrodo di Maran

Spaventa il calo atletico della ripresa di oggi, molto simile a quello contro la Juventus: il Cagliari che perde la quarta partita di fila è calato sulle gambe, la condizione atletica è deficitaria e quella che era una macchina infernale è diventata una scatola vuota. Sparita la cattiveria agonistica, quasi nessun vero tiro in porta. Perchè?

Il Cagliari rianima il Milan, risveglia Ibrahimovic, riesce a fare ridacchiare Boban sugli spalti dopo un girone d’andata disastroso per i rossoneri. Che il giocattolo di Maran si fosse rotto lo avevamo scritto una settimana fa: sono otto le partite di seguito che la squadra subisce almeno due reti con una difesa colabrodo, e nel 2020 il Cagliari non ha ancora segnato. Spaventa il calo atletico della ripresa di oggi, molto simile a quello contro la Juventus: il Cagliari che perde la quarta partita di fila è calato sulle gambe, la condizione atletica è deficitaria e quella che era una macchina infernale è diventata una scatola vuota. Sparita la cattiveria agonistica, quasi nessun vero tiro in porta: non si può dire certo che “il Milan è sempre il Milan”, anche se la differenza tecnica tra Cerri e Ibrahimovic è mostruosa. Contro gli impauriti rossoblù quella rossonera che aveva balbettato per un girone intero sembrava quasi essere tornata l’armata di Sacchi e Van Basten. Leao e Ibra si infilavano come il burro nella molle difesa rossoblù: Klavan e Pisacane non possono essere considerati giganti da zona Champions in serie A.

Preoccupa l’involuzione del tecnico Maran, che anche nel Chievo aveva dimostrato grandi cose quando è in fiducia e grandi difficoltà nel gestire i momenti negativi, l’ultimo culminò con l’esonero. Ai tifosi rossoblù non piace l’atteggiamento rinunciatario contro le grandi squadre, anche se il Milan naviga a centro classifica. Troppo chiusi dietro, poche verticalizzazioni, scarsa aggressività. L’attacco non punge, negativa anche la prova di Simeone autore di 5 gol nel girone di andata. Dove è finito il grande Cagliari che sino a un mese fa lottava per il terzo posto? Come è spiegabile un crollo atletico del genere?

In realtà sono due mesi, dal pareggio con il Lecce, che la squadra gioca male e non è più la stessa. Non si vede più quel pressing forsennato in avanti che metteva in difficoltà chiunque. Quel centrocampo pulsante che ora invece è diventato compassato. Ma soprattutto i giocatori del Milan oggi correvano a mille all’ora, i nostri erano lenti e imprecisi, come se si fosse persa la condizione e la fiducia. Nonostante questo il Cagliari è ancora sesto, in piena zona Europa League. Non tutto è perduto, bisogna subito reagire, ma di fronte al sogno raggiunto la squadra si è sciolta come neve al sole, anche nel giorno in cui si festeggiava il centenario con la maglia speciale. Diciassette gol subiti in sette partite. Perchè?

jacopo.norfo@castedduonline.it


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