Cagliari, mezzogiorno “di fame” alla Marina: molti ristoranti e bistrot chiusi

Asporto e domicilio non convincono la maggior parte dei ristoratori, rione quasi spettrale all’ora di pranzo del primo lunedì “arancione”. Serrande desolatamente abbassate, spunta qualche cartello di avviso ai fornitori: “Per le eventuali consegne telefonateci”. GUARDATE il VIDEO REPORTAGE

Un mezzogiorno “di fame” nel rione storico cagliaritano della Marina. La maggior parte dei ristoratori ha deciso di non aprire a pranzo, con la zona arancione si possono tentare le consegne a domicilio o l’asporto ma molti hanno preferito restare chiusi. C’è chi l’aveva già anticipato, chi ha maturato questa decisione nelle ultime ore, magari sperando in un “cambio di colore” dell’ultima ora. Insomma, un ritorno sui propri passi da parte del ministero della Salute. Così non è stato e, nell’ultimo lunedì di gennaio, sembra di assistere a un lockdown-bis. La gente in giro non manca, i grandi assenti sono i tavoli e le sedie dei locali food. A partire da via Baylle, proseguendo per via Cavour, via Sardegna, via Concezione e via dei Mille. Impossibile, o quasi, acquistare un piatto di spaghetti o una bistecca, o prenotare l’arrivo dei piatti a casa. Aperti solo i locali più piccoli, come focaccerie o fast food di cibi tipici stranieri, più un bistrot e un paio di ristoranti.
Effetto lunedì o serrata lunga per i prossimi 14 giorni? Certo, anche oggi c’è la possibilità di acquistare con l’asporto o di scegliere la consegna a domicilio. Ma una buona parte dei ristoratori, tra coprifuoco serali e divieti “nuovi” legati alla zona arancione, difficilmente potrebbero riaprire per i prossimi 14 giorni. O, almeno, sino al prossimoweekend, quando solitamente gli affari, crisi Covid permettendo, vanno leggermente meglio.


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