Cagliari, Marina spettrale in settimana: bollette e crisi tengono i ristoranti semivuoti

C’è chi abbassa le serrande alle 22, chi alle ventuno e chi, addirittura, ne ha approfittato per prendersi un periodo di ferie. Nel rione cucine operative a pieno carico solo nel weekend, dal lunedì al giovedì sera regnano buio e silenzio: “Speriamo di ravvivare l’ambiente con gli eventi prenatalizi, quest’anno sono fondamentali”

Il chiasso e il caos? Spariti, da almeno una settimana, weekend escluso, dalla Marina. Il rione simbolo della movida e dei ristoranti, a Cagliari, dal lunedì al giovedì sera ha riacquistato uno scenario quasi spettrale. Basta un semplice giro e qualche telefonata per scoprire che ci sono ristoranti che scelgono di aprire dal venerdì a cena sino alla domenica e titolari che hanno mandato in ferie tutti i dipendenti per almeno una settimana o addirittura dieci giorni. Novembre mese fiacco, insomma, ma c’è anche il caro bollette che influisce, non poco, sulla decisione di restare a casa sia dei cagliaritani sia dei ristoratori. I primi perchè gli stipendi non sono certo aumentati, i secondi perchè senza un numero sufficiente di coperti si lavora in perdita. Tra chi regge ci sono le kebabberie e quei ristoranti di sushi che mantengono la formula all you can eat. “Novembre è sempre stato un periodo difficile, anche per colpa del calo delle temperature e del maltempo”, osserva Gianluca Mureddu, presidente del consorzio dei commercianti del centro storico. “Quest’anno ci sono anche le bollette, più care, e il costo dei prodotti, aumentati per tutti, che potrebbero non aiutare i ristoratori”.
Dopo il pienone di luglio, agosto e settembre, ora va in scena il crollo. Weekend a parte: “Stiamo definendo tutta una serie di eventi per il mese di dicembre, in stile natalizio. Ci saranno canti, esibizioni e degustazioni  enogastronomiche. Progetti ambiziosi sui quali puntiamo per riportare la gente a popolare la Marina tutti i giorni, non solo nel fine settimana”. Eventi che, in un 2022 segnato dal boom dell’energia e dai rincari su tutto, dal pane alla pasta, dall’acqua alla carne, “sono fondamentali per tutti i commercianti cagliaritani”.


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