Cagliari, l’sos di due fratelli disabili: “Viviamo abbandonati in un rudere tra amianto e umidità”

La storia di Gabriele e Nicola Orrù, disoccupati e “rifugiati” in un container-casetta in piena campagna: “È l’unico tetto che abbiamo a disposizione, i nostri genitori non ci vogliono in casa. Viviamo con 140 euro al mese, le assistenti sociali lo sanno ma, sinora, solo promesse. Chi può darci un lavoro?”. GUARDATE la VIDEO INTERVISTA

Da Cagliari ad Assemini, da San Michele a Truncu Is Follas, da un’emergenza “i nostri genitori non ci volevano più in casa” ad un’altra “non abbiamo lavoro e campiamo con 140 euro al mese”. Questa, in sintesi, la situazione di due fratelli, Gabriele e Nicola Orrù. Trentanove anni il primo, quarantadue il secondo, da anni vivono in un container-casetta in piena campagna asseminese. “È di proprietà della nostra famiglia”, spiega Gabriele. Il fratello Nicola, per motivi di salute, non ha potuto partecipare alla video intervista. “Andiamo avanti tra mille difficoltà, non abbiamo un lavoro. Io ho una patologia alla schiena, non posso fare certi sforzi, e mio fratello ha problemi di natura psichiatrica ed è in attesa del riconoscimento della pensione di invalidità”. Una storia, purtroppo, a larghe linee identica a quella di tanti altri. I fratelli Orrù hanno i genitori “ma per svariati motivi non ci vogliono ospitare ancora in casa loro”.

“Ho sempre lavorato”, spiega il 39enne, “dal settore della ristorazione a quello dell’agricoltura. In passato davo un calcio a una pietra e trovavo un’occupazione, ma da tre anni non è più così. Viviamo con 140 euro al mese, grazie al Rei, ce l’hanno dimezzato senza un motivo. La casetta ha il tetto in amianto, è invasa dall’umidità e non ha il pavimento. Le assistenti sociali del Comune di Cagliari conoscono alla perfezione la nostra situazione, ma sinora no è stato risolto nulla. Chi può offrirci un lavoro è il benvenuto, chiamatemi a qualunque ora al +39.340.6049989”.


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