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Cagliari, l’ossessione globale del cibo diventa arte

di Valeria Putzolu
2 Novembre 2023
in cagliari

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Cagliari, l’ossessione globale del cibo diventa arte

Quando la creatività umana e l’intelligenza artificiale si incontrano e si fondono in un perfetto connubio di forme e colori: Food Obsession in mostra dal 9 novembre in via dei Giudicati 66, un’indagine ironica sull’ossessione globale per il cibo, che affronta tematiche complesse come la percezione delle immagini prodotte con l’intelligenza artificiale e gli effetti derivanti dalla riproduzione associata di cibo e corpo. A cura di Caterina Ghisu, personale di Nicoletta Zonchello, alias Nikzone, artista che ama definirsi una creator appassionata, esperta di processi interrelati tra arti figurative e nuove tecnologie.

Nikzone usa media differenti, dalla fotografia alla ceramica con incursioni nel ready made, per dialogare con l’intelligenza artificiale che riproduce immagini di androidi e cibo reale, ibridate per produrre una sorta di spaesamento tra soggetto e oggetto.

Poliedrica per natura, Nikzone gioca anche con gli stili del passato, in un felice connubio tra le immagini che il nostro occhio è abituato a leggere agevolmente – l’arte neoclassica con i suoi canoni estetici – accostate a elementi surreali – vegetali, prodotti alimentari biologici o di massa – riprodotti in scala gigante e decontestualizzati, che diventano ornamenti, accessori e talvolta una sorta di make-up sui volti e i corpi degli androidi. Il risultato è straniante e ironico, ma anche molto serio: Nickzone guarda ai maestri della Pop Art, Andy Warhol, Claes Oldenburg e Tom Wesselmann, ma anche ai Tappeti Natura di Piero Gilardi e alle tavole imbandite di Daniel Spoerri e di Vanessa Beecroft.

 

Un significato ancora più profondo percorre queste opere, rappresentato dagli elementi simbolici che alludono alla transitorietà delle cose terrene: la vanitas vanitatum, che ci invita a ricordare la condizione effimera dell’esistenza. L’opulenza del cibo, la freschezza dei corpi, la pienezza delle forme, i colori e i profumi rappresentano momenti transitori della bellezza, nella consapevolezza della fugacità della vita e dell’invito a goderne pienamente, nel qui e ora.

Le opere di Nikzone rappresentano quindi una serie di nature morte, che si avvolgono in una doppia elica come il nostro DNA: la frutta, gli ortaggi, il cibo insieme ai corpi di persone inesistenti – anch’essi oggetti – sono immagini, potentissime, che raccontano il nostro tempo.

 

“La mia ricerca” – racconta l’artista – “è nata da una forte curiosità per il rapporto tra arte e tecnologia. Ho scoperto l’intelligenza artificiale grazie al lavoro dei ricercatori del centro di ricerca in cui ho lavorato per oltre vent’anni nel campo della comunicazione. Affascinata da come la creatività umana e l’intelligenza artificiale possano lavorare insieme per creare lavori artistici innovativi, ho ideato e promosso due scuole scientifiche che hanno favorito il dialogo tra artisti, filosofi, antropologi e ricercatori nel campo dell’IA. Ho sentito quindi il bisogno di completare la mia formazione umanistica con una specializzazione in cui ho approfondito la formazione teorica attraverso lo studio dell’arte contemporanea, iniziando quindi a sperimentare con l’uso di algoritmi per generare nuove idee artistiche. Attingo a un’ampia varietà di stili, dalla pittura alla scultura, passando per la fotografia e la grafica digitale. Mi piace la possibilità di mescolare l’arte tradizionale con le nuove tecnologie, con risultati originali e stimolanti. Attraverso la mia ricerca, vorrei dimostrare che l’IA non è solo “un’altra tecnologia”, ma un nuovo strumento che gli artisti possono utilizzare per creare opere d’arte innovative e accattivanti quando non provocatorie”.

Tags: arteCagliaricibo
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