Cagliari, l’odissea dei lavoratori della scuola di musica: “Sei mesi con 500 euro al mese, stiamo facendo la fame”

Stipendio tagliato da settembre per i custodi dell’istituto di via Venezia, sale la tensione: “Se entro la prossima settimana Truzzu non ci risponde diventeremo delle bestie, pronti a fare di tutto. Non abbiamo più da mangiare, solo spese”

Continua la protesta alla scuola civica di musica di Cagliari. I lavoratori, con lo stipendio tagliato da sei mesi, sono  “disperati e pronti ad ogni azione di protesta. Adesso si chiedono risposte, non si può lavorare 120 ore al mese per poco più di 500 euro”, denuncia il sindacalista dell’Sgb, Luca Locci. Una vicenda nota da tempo: la nuova cooperativa che è subentrata ha effettuato una sforbiciata agli stipendi dei custodi della struttura, e sin da subito gli animi si sono surriscaldati. Nelle settimane scorse c’era stato anche un blitz al Comune, ma non è arrivato nessun risultato. E la rabbia, giorno dopo giorno, aumenta. “Nei prossimi giorni faremo nuove azioni di lotta”, precisa Locci, che ha nuovamente incontrato il gruppo di lavoratori dell’istituto di via Venezia.
E loro, quasi scontato dirlo, sono imbufaliti: “Basta, non siamo miserabili. In questa scuola ci sono quattro gatti e noi stiamo facendo la fame”, urlano Ignazio Argiolas e Barbara Piras: “Stiamo facendo casa-lavoro-fame, abbiamo solo spese e non si può vivere con cinquecento euro al mese. Se entro la prossima settimana Truzzu non ci risponderà non saremo più responsabili delle nostre azioni e diventeremo delle bestie, pronte a tutto”.