Cagliari, Lega Nord contro l’immigrazione: presidio in Piazza Palazzo

I leghisti sardi organizzano un presidio contro l’immigrazione per il prossimo 8 settembre ed è subito polemica. Sa Domu Studentato occupato Casteddu: “Non accettiamo chi si vorrebbe fare campagna elettorale condito da becero razzismo”

L’8 settembre in Piazza Palazzo nel quartiere di Castello andrà in scena una nuova comparsata dei leghisti sardi, in un presidio che vorrebbe protestare contro l’immigrazione, per la legalità, la sicurezza e per lanciare la 3 giorni di novembre che la Lega Nord promuove in tutta Italia per “Bloccare l’Italia”. Un’iniziativa che ha già sollevato la polemica dei ragazzi di “Sa Domu”, che per lo stesso giorno organizzano una “giornata antileghista” facendo appello ai commercianti e cittadini.

“Ci chiediamo con quali argomentazioni si parla di immigrazione quando per interesse, politicanti finiti della scena antico-fascista cagliaritana, hanno importato nella nostra terra l’impianto partitico NeoSalviniano-Leghista, che nel nord nel corso degli anni si è costruito tutto il consenso elettorale denigrando il Sud e le isole – si legge in una nota diffusa dai ragazzi di Sa Domu Studentato Occupato Casteddu – Ci chiediamo come possa parlare di legalità un partito colpito nel 2013 dagli scandali sui fondi neri depositati in banche africane, porshe comprate dal partito, Lauree fasulle e mazzette. A condire questo evento di spessore, per parlare di immigrazione, ci sarà anche il segretario regionale del Coisp, sindacato autonomo di polizia. Una presenza che non ci meraviglia ma che ha del ridicolo se pensiamo che gli organizzatori hanno puntato l’8 settembre senza nascondere la volontà di ricordare “il tradimento del duce” e vantare una continuità con chi “non ha tradito”, ovvero gli aguzzini della Repubblica di Salò.

Un quadro fantascientifico che si conclude con la militarizzazione di Castello. Migliaia di euro spesi per difendere 10 leghisti e un quartiere che per l’ennesima volta si trova a vivere una giornata come uno scenario di guerra . Checkpoint agli ingressi e agli ascensori con il controllo dei documenti, limitazione del passaggio di pedoni e autovetture, reparti antisommossa schierati ad ogni ingresso. E’ sottointeso dire che ci opporremo a questo scempio e cercheremo di coinvolgere abitanti del quartiere ma soprattutto la città. Non accettiamo chi si vorrebbe fare campagna elettorale condito da becero razzismo. Non accettiamo nel nostro quartiere personaggi ambigui e reparti antisommossa in assetto da guerra. Chiediamo a cittadini e commercianti di schierarsi contro l’ennesima militarizzazione del quartiere di Castello”.