Cagliari, le “orribili” cartoline dei rifiuti: discariche puzzolenti da via Is Mirrionis a viale Sant’Avendrace

Fuori dall’ospedale Santissima Trinità, in via Monte Grappa e sparpagliati tra via San Michele e viale Sant’Avendrace. Il “rifiuto selvaggio” resiste anche nei rioni dove il porta a porta è realtà da mesi. Dentro i sacchi c’è di tutto: scarpe, bilance arrugginite e spazzoloni per pavimenti

Spuntano un po’ ovunque e sembrano essere difficili da debellare. Le discariche illegali di rifiuti, sacchi e ancora sacchi ammassati uno sopra l’altro sopra i marciapiedi, e l’emergenza non riguarda solo i rioni centrali di Cagliari dove il porta a porta è iniziato da meno di due settimane, bensì quartieri dove le abitudini a utilizzare i mastelli e rispettare orari e giorni di ritiro dei rifiuti. Si parte dal tratto di strada opposto a quello dove c’è l’ingresso dell’ospedale Santissima Trinità, in via Is Mirrionis: alla fermata del pullman chi attende questa o quella linea “convive”, giocoforza, con il tanfo insopportabile di molte buste stracolme di spazzatura. Qualche centinaio di metri più avanti, c’è via Monte Grappa, zona di San Michele: scarpe consumate, maxi spazzole con cestelli utili – un tempo – a pulire i pavimenti e addirittura vestiti occupano quasi per intero la superficie di una vasta porzione di marciapiede.
Il tour del “sacchetto selvaggio” continua: in via San Michele altri bustoni, posizionati fuori da un mini-cestino installato da poco con, a pochi metri, un telefono pubblico. E in viale Sant’Avendrace c’è da farsi il segno della croce: nascosti parzialmente tra i maxi vasi di piante e fiori e che ricoprono un piccolo cestino attaccato al muro. Bottiglie e vassoi di plastica, cartone e un paio di ombrelli rotti “sporcano” una delle più lunghe strade di Cagliari dove, già da mesi, non c’è più l’ombra di un cassonetto ma solo mastelli, piccoli e grandi.


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