Cagliari, l’addio alle mascherine all’aperto non riempie le casse: “Puntiamo sul Carnevale, servono nuovi eventi”

Nasi e bocche scoperte in centro, ma portafogli ben stretti dentro tasche e borsette. I saldi di crisi mettono quasi ko i commercianti: “Meno restrizioni, si va verso la normalità: bisogna tornare ad attirare la gente da via Alghero a via Manno”. GUARDATE le VIDEO INTERVISTE

Addio alla mascherina obbligatoria all’aperto, a Cagliari a parte qualche “resistente”, dopo i primi giorni si notano tanti nasi e bocche scoperti in giro, soprattutto in pieno centro. Ma le casse dei negozianti continuano a restare più vuote che piene. I saldi sono stati poco più che un flop, i mancati incassi a doppia cifra sono realtà quasi ovunque. Ma ora, col un lento ritorno alla normalità, varianti del Covid permettendo, la parola d’ordine è una: rianimazione. Delle strade dello shopping, ovviamente: “Abbiamo in cantiere già qualcosa per il Carnevale, più altri nuovi eventi”, spiega Stefano Rolla, commerciante di via Manno e presidente del consorzio “Strada Facendo”: “C’è un momento di rallentamento di tutta l’economia, è sempre un impatto anche psicologica di questa, spero, fine pandemia. L’allentamento delle mascherine vuol dire relax psicologico, spero che ci sarà una ripresa in termini di entusiasmo”. I saldi scivolano verso l’ultimo mese con cali a doppia cifra per tutti: “Sì, già negli anni precedenti abbiamo avuto rallentamenti di fatturato, quest’anno è stato peggio. Ora l’economia deve ripartire, spero di riprendere una parte di ciò che abbiamo perso. Stiamo cercando di fare degli eventi, ci muoveremo noi in prima linea. Vogliamo far capire se potremo far passare qui i tamburi del Carnevale, più una raccolta fondi benefica con le uova di Pasqua dell’Ail”. E il green pass? “Non vedo tante lamentele, i controlli sono a campione e ognuno li svolge come vuole”.
Francesco Della Maria è netto: “Le passeggiate non riempiono le tasche? Questo è sicuro: aumento delle bollette, delle materie prime che si riflette su tutto il sistema produttivo nazionale. La gente è preoccupata”, spiega il gioielliere. “Noi non facciamo saldi, ma il calo di vendite c’è comunque, se andiamo a raffrontare il mese di gennaio 2022 con quello dell’anno scorso c’è stato”. Con la differenza che un anno fa non c’era il boom delle vaccinazioni: “C’è stato di fatto un lockdown, che si è venuto a creare per tutta una serie di questioni epidemiologiche. Il green pass, una volta che un utente è vaccinato con la terza dose lo riceve in automatico, sinora da noi non si è lamentato nessuno per i controlli che abbiamo fatto, sempre con molta discrezione e delicatezza. I nuovi eventi per riqualificare le vie dello shopping? Ben vengano”.


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