Cagliari, la storica tabaccheria di piazza Martiri rischia di chiudere: “Aiutateci, ci servono 50mila euro”

Aperta nel 1922, la rivendita gestita da Giovanni Serra rischia di abbassare la serranda per sempre. Aperta una raccolta fonti, il figlio Nicola: “Incassi in calo del 50% tra clienti in quarantena e che hanno smesso di fumare perchè hanno meno soldi. Con cinquantamila euro potrei salvare l’attività, ristrutturarla e saldare tutti i debiti”. Ecco come fare per donare

No, non se la passano bene nemmeno le tabaccherie. Con la crisi legata soprattutto al Covid si risparmia anche sulle “bionde”: meno sigarette vendute uguale più salute per le persone ma, contemporaneamente, affari in calo per i tabaccai. E Cagliari rischia di perdere, dopo più di cento anni, una storica rivendita, quella di piazza Martiri, gestita da decenni da Giovanni Serra insieme al figlio Nicola e aperta, nel 1922, da “nonno” Nicolino, che l’ha ottenuta come risarcimento per una ferita durante la Prima guerra mondiale. A un secolo di distanza la serrata è vicina: “Tasse arretrate, bollette sempre più alte, sempre meno soldi in tasca: abbiamo un crollo degli affari del 50 per cento”, afferma Nicola, 53 anni, dall’età di diciotto ogni giorno dietro il bancone dell’attività. Il padre, Giovanni, 85 anni, continua a lavorare nonostante l’età. Perchè quella tabaccheria rappresenta sia un pezzo di storia per il capoluogo sardo sia il loro unico sostentamento: “Non possiamo mettere il distributore automatico fuori perchè è un palazzo storico, non ci hanno dato l’autorizzazione. Tra clienti in quarantena e altri che hanno smesso di fumare perchè hanno meno soldi la situazione è critica. Mia moglie ha aperto la raccolta fondi, mi vede ogni giorno triste e in attesa di clienti da dietro il bancone della tabaccheria. Ci servono almeno 50mila euro, con quella cifra potrei portare avanti l’attività, ristrutturarla e saldare tutti i debiti. Lo so che tutti hanno problemi, il momento è difficilissimo. Ormai, se ti scordi di pagare anche una bolletta telefonica, dopo soli 4 giorni di arriva il sollecito”. Ecco, di seguito, l’appello e il link per donare:
“Nonno Nicolino ricevette la licenza della rivendita tabacchi n. 11 in quanto ferito della prima guerra mondiale. Durante i bombardamenti del secondo conflitto, venne colto di sorpresa in strada col suo carretto appena rifornito di sigarette; non andò a rifugiarsi ma stette a proteggere tutto quello che aveva, quel carretto con la merce. Dal 1922 ad oggi son trascorsi 100 anni che ora stanno andando in fumo dopo i sacrifici che lui, il figlio, la nuora Gabriella e il nipote Nicola ( che è cresciuto nella rivendita numero 11) fanno tutt’oggi, un’impresa continua per fronteggiare la vecchia crisi economica e soprattutto la nuova dal Covid in poi, come tutti i commercianti hanno investito tutto quanto in loro possesso per tenere in piedi il lavoro. Ora si sta inesorabilmente giungendo a un punto di non ritorno mentre si è giunti con gratitudine al traguardo dei 100 anni. Un negozio storico della città di Cagliari che ha il desiderio di stare ancora in piedi senza però riuscire a reggersi da solo. Ha bisogno di tanti piccoli gesti per riuscirci, goccia dopo goccia può nascere un fiume. Grazie se vorrete provarci con noi”. Il link è il seguente: https://gofund.me/b8f8ce59 .


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