Cagliari, la rabbia dei Vigili del fuoco: “Salviamo vite ogni giorno ma ci pagano meno dei poliziotti”

Stipendi bassi, niente assicurazioni per gli infortuni e la “certezza” di una misera pensione. Anche a Cagliari esplode la rabbia dei pompieri: “Le squadre sono vecchie, l’età media è di 45 anni. Perchè i poliziotti prendono trecento euro al mese più di noi?”. GUARDATE le VIDEO INTERVISTE

La sirena “urla” all’improvviso ed è vietato farsi trovare impreparati. Quando c’è un incendio, un incidente stradale, una fuga di gas, un allagamento o un’alluvione, serve rapidità: lo sanno bene anche i Vigili del fuoco del comando provinciale di Cagliari. C’è crisi anche tra i caschetti rossi sardi: dopo il primo sciopero nazionale sono in programma altre tre manifestazioni entro la fine del 2019. Le richieste? Più soldi in busta paga, sì alla copertura assicurativa contro gli infortuni e, soprattutto, alloggi sicuri in caso di trasferimento. Marcello Cardia fa il Vigile del fuoco da diciannove anni: “Rispetto ai poliziotti prendiamo trecento euro in meno al mese, corriamo gli stessi rischi”, spiega Cardia, che è anche coordinatore sindacale della Cgil: “Non abbiamo nessuna copertura assicurativa, se ci infortuniamo dobbiamo pagare di tasca nostra tutte le spese mediche” e solo in un secondo momento è possibile inoltrare la richiesta di risarcimento al ministero dell’Interno. “Purtroppo, è così da sempre, stiamo combattendo per cambiare anche questa regola”, spiega. Accanto a lui un altro pompiere, Roberto Fadda, punta il dito contro “la mancanza di alloggi, a differenza dei poliziotti, per chi viene trasferito. I trecento euro in meno al mese si fanno sentire e sono un problema anche per la pensione”, osserva.

 

“Il nostro corpo, poi, è troppo vecchio. L’età media dei Vigili del fuoco di Cagliari è di quarantacinque anni e si sa che, col tempo, l’agilità e a forza fisica calano. I concorsi per far entrare nuovi colleghi sono sempre meno. Ci hanno promesso di incrementare la pianta organica con 1500 nuove unità, ma non basta”.


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