Cagliari, la rabbia dei fiorai del cimitero: “Fateci lavorare, gli abusivi ne stanno approfittando”

Niente furgoni fuori dal camposanto, i fiorai tagliati fuori e, dopo 2 mesi, con le tasche vuote: “Tasse e suolo pubblico, paghiamo tutto ma stiamo finendo i soldi: perché ci stanno trattando così? Possiamo utilizzare senza problemi guanti e mascherine”. GUARDATE le VIDEO INTERVISTE

I fiorai del cimitero di Cagliari? Sono ancora fermi, nel piano delle riaperture delle attività commerciali loro non ci sono. I furgoni rimangono parcheggiati ben distanti dal camposanto, riaperto da ieri e già preso d’assalto: in tanti stanno andando a trovare i propri cari estinti. Ma, una volta arrivati nel piazzale esterno, la sorpresa: impossibile acquistare un mazzo di ortensie, di crisantemi o di roselline. E loro, i fiorai storici, non ci stanno e protestano fuori dal camposanto. Luciano Muscas ha 67 anni e vende fiori da mezzo secolo: “Sono fermo da due mesi, insieme a me lavorano quattro persone che non hanno visto un soldo della cassa integrazione. Mi sono mangiato le risorse, nelle ultime settimane, che avevo conservato negli anni. Dateci indicazioni su come lavorare, non su come restare chiusi”. Andrea Fenu fa il fioraio da 20 anni: “Ieri qualche abusivo ha cercato di vendere fiori, so che sono anche arrivati gli agenti. Assessore e sindaco devono dirci cosa fare, perché in altri Comuni i fiorai dei cimiteri stanno già lavorando e, a Cagliari, no? Siamo pronti a ripartire con guanti e mascherine”. 
Altro fioraio, Efisio Muscas, 43 anni: “In questi due mesi di stop sto tagliando e buttando tutto il materiale, partendo dai bulbi. Ho una famiglia da dover mantenere, tasse e bollette e fornitori da dover pagare. Se continuiamo così e non ci fanno lavorare, saremo definitivamente in ginocchio”. 


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