Cagliari, la rabbia degli abitanti della Marina: “Una notte di schiamazzi assordanti, cittadini svegli sino all’alba”

“Una notte di sofferenze e di dolore quella dell’ultima notte di aprile: residenti tenuti svegli sino all’alba dalle migliaia di allegri e loquaci commensali ammassati nella selva di tavoli allestiti su suolo pubblico nei quartieri di Marina e Stampace”

“Una notte di schiamazzi assordanti, cittadini svegli sino all’alba: Cagliari una città sempre più invivibile sotto il peso insopportabile dell’inquinamento acustico e delle malattie gravi e invalidanti che ne derivano”. Non ci stanno, gli abitanti della Marina a Cagliari. Il Comitato Rumore No Grazie racconta la sua versione dei fatti sulla notte che ha preceduto nel centro storico il ritorno di Sant’Efisio: “Una notte di sofferenze e di dolore quella dell’ultima notte di aprile: residenti tenuti svegli sino all’alba dalle migliaia di allegri e loquaci commensali ammassati nella selva di tavoli allestiti su suolo pubblico nei quartieri di Marina e Stampace. Un quadro di assoluta illegalità nota e documentata da anni come dimostrano: -i rilevamenti fonometrici dell’ARPAS del 2014 (“Le sorgenti di rumore della Piazza Savoia sono costituite dal vociare dei clienti che usufruiscono dei servizi al tavola o all’esterno o che stazionano in attesa …) -la Sentenza del Tar di condanna del Comune di Cagliari per disastro ambientale da rumore del 2005. Sentenza che ha certificato la causa del rumore nelle attività di mescita e ristorazione all’aperto dei pubblici esercizi. Sentenza mai applicata – i rilevamenti fonometri dell’ASL del 2016 nelle Scalette di Santa Teresa (la causa dell’inquinamento acustico è dovuta alla “presenza antropica” dei clienti richiamati dai pubblici esercizi) -i rilevamenti fonometrici eseguiti per conto del Comune dalla VDP srl nel 2017 (“La principale sorgente sonora è stata individuata nell’aggregazione di persone, richiamate dalle attività dei locali che offrono servizi ai tavoli all’aperto, atte a conversare e talvolta a schiamazzare …) -i rilevamenti fonometrici dell’ARPAS in piazza Yenne del 2020 (“Le sorgenti sonore all’origine delle immissioni sono risultate riconducibili in via prevalente alla pluralità delle attività di mescita all’aperto …”). Un quadro di assoluta illegalità, quello descritto nelle relazioni fonometriche (e sono solo una parte quelle richiamate), talmente grave che il Comune per legge si è visto costretto a ricorrere con urgenza all’adozione di un Piano di Risanamento Acustico a protezione della salute e della vita dei residenti. Salute e vita che costituiscono un bene primario tutelato dalla Costituzione al di sopra di ogni interesse privato. Tanto che il Tar ha condannato il Comune di Cagliari proprio per aver violato l’art. 32 della Costituzione (“ La Repubblica tutela la salute come fondamentale diritto dell’individuo e interesse della collettività …”). Ma il “Piano”, obbligatorio dal 2012, non arriva mai in porto quantunque sia in viaggio dal 2016 perché è stato concepito non per porre fine alle sofferenze dei residenti bensì per aggravarle tanto che prevede di estendere alle stradine chiuse al traffico del centro storico i livelli massimi di rumore consentiti nelle autostrade. Un’aberrazione vietata dalla legge. Contro quel “Piano” si sono schierati i Comitati dei cittadini del Centro storico e oggi gli Uffici e la Giunta del Comune si trovano sotto il peso schiacciante delle documentate “Osservazioni” presentate dagli stessi Comitati (Rumore no Grazie, Apriamo le finestre alla Marina, Comitato di quartiere Cagliari Stampace). Il Sindaco Truzzu, responsabile per legge della salute dei cittadini, quali provvedimenti straordinari assume nell’immediato a tutela? Nessuno! Assiste attonito e indifferente alle sofferenze dei residenti che, sempre più numerosi, sopravvivono imbottiti di psicofarmaci e sognano di abbandonare la città perché non vogliono perdere anni di vita perché questo è il possibile destino di chi vive le sofferenze dell’inquinamento acustico secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità”, le parole del Comitato Rumore No Grazie a firma del presidente Enrico Marras.


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