Cagliari, la protesta di centinaia di lavoratori: “Contratti da fame e non basta nemmeno la tredicesima”

Commessi, camerieri e addetti alle mese scioperano insieme ai tre principali sindacati: “Sarà un Natale molto buio, l’inflazione galoppa ma gli stipendi sono bloccati da troppi anni”, spiegano da Cgil, Cisl e Uil. “I datori di lavoro devono intervenire e aggiornare le paghe, il Governo può sicuramente abbassare le tasse”. VIDEO INTERVISTE


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Contratti quasi sempre part time, “significa essere poveri”, o peggio, stagionali, quindi sapendo che per un tot di mesi puoi avere un guadagno sicuro ma, poi, devi arrangiarti. E soprattutto, paghe ferme da anni per i contratti scaduti. Sono queste le motivazioni che hanno portato anche a Cagliari circa 300 lavoratori a protestare, scioperando e urlando tutta la loro rabbia in piazza Garibaldi. A pochi giorni da un Natale “che sarà per tutti buio, senza nessuno sfarzo”, dicono, all’unisono, Nella Milazzo della Filcams Cgil, Monica Porcedda della Fisascat Cisl e Cristiano Ardau della UilTucs. In piazza sono scesi baristi, camerieri, commessi, addetti alle mense o lavoratori in varie tipologie di negozi. La maggior parte non supera i 45 anni, ma ci sono anche casi disperati di ultracinquantenni stritolati tra contratti che raramente scavallano i mille euro mensili e, soprattutto, paghe orarie nette che non superano i 6-7 euro. Tra i settori coinvolti anche chi lavora nei supermercati e nel mondo del turismo.
“I datori di lavoro devono intervenire e aggiornare le paghe, il Governo può sicuramente venire incontro alla popolazione e abbassare le tasse, sono tutte troppo alte”, affermano, decisi, i sindacalisti. Una protesta, a ridosso delle feste di fine anno, che potrebbe presto essere replicata se i contratti non saranno aggiornati. E tutti i lavoratori, stremati, spiegano che “i contratti sono da fame e non basta nemmeno la tredicesima per stare più sereni”.


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