Cagliari, la protesta dei vigili: “Zedda, non puoi usare i i nostri figli come esche”

La nuova idea del sindaco di Cagliari, utilizzare i figli minorenni dei vigili urbani per combattere la diffusione dell’alcol tra i giovani, non piace ai padri: “Vuoi esporre i nostri figli alle ritorsioni”, la rivolta dei vigili urbani cagliaritani che contestano Zedda

Cagliari, la protesta dei vigili: “Zedda, non puoi usare i i nostri figli come esche”. La nuova idea del sindaco di Cagliari, utilizzare i figli minorenni dei vigili urbani per combattere la diffusione dell’alcol tra i giovani, non piace ai padri. Ovvero al sindacato di categoria Csa, che tramite il portavoce Massimiliano Caboni esprime tutto il suo disappunto. L’idea del Comune sarebbe quella di mandare dei giovanissimi nei luoghi clou della movida cagliaritana, per vedere chi e come vende alcolici ai minorenni. Ma loro, i vigili che aderiscono al coordinamento aziendale, dicono no con forza: “Esprimiamo il nostro più forte dissenso e stupore e rappresentiamo la maggioranza assoluta dei lavoratori del Comune- assicura Caboni- riteniamo che tali azioni non solo gettino discredito sulla figura dell’operatore di polizia locale, ma creino anche un clima di diffidenza con il cittadino e soprattutto espongano i loro figli a eventuali ritorsioni che si possono ripercuotere sulla loro serenità e sulle loro relazioni sociali. A tal proposito saranno da noi valutate azioni appropriate per la tutela dei nostri figli”.


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