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Cagliari, la povertà non deve essere una colpa di cui vergognarsi

di mauriziobistrusso
22 Giugno 2017
in cagliari, san-benedetto

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di Alessandro Zorco

Molti vanno a ritirare il pacco la mattina presto. Non vogliono essere visti da nessuno. Perché qui da noi essere poveri è quasi una colpa di cui vergognarsi di fronte agli altri, a quelli che non devono chiedere. Allora mettono la busta con la pasta, il latte e gli altri viveri dentro la borsa della spesa e tornano a casa. Come se stessero tornando dal mercato di san Benedetto. Il Centro di Ascolto San Paolo, in piazza Giovanni XXIII, assiste ogni mese novantadue famiglie disagiate, per la maggior parte residenti nella parrocchia. Ogni mese distribuisce ad ognuna di queste famiglie pasta, latte, pelati, biscotti, formaggio, caffè e altri generi di prima necessità. Sempre ogni mese il centro aiuta anche altre famiglie che occasionalmente vengono a bussare in cerca di aiuto. In media sono una cinquantina, che però diventano anche duecento nei periodi di punta come quello natalizio.

Nell’ultimo anno il Centro di Ascolto San Paolo ha assistito oltre 10mila cagliaritani distribuendo viveri in quantità enorme (molto superiore rispetto agli anni precedenti). Ha poi distribuito vestiti, scatolame, dolci e panini a quasi 6500 persone, tra senzatetto ed extracomunitari. Numeri importanti: quasi 18mila chili di pasta, 17mila litri di latte, 5mila litri di olio, 5mila chili di zucchero, 5mila di passato di pomodoro, altri 5mila di biscotti e tante altri generi alimentari.

Siamo  in Piazza Giovanni XXIII, spartiacque tra la ricca via Dante, con i suoi grandi appartamenti dai soffitti alti, e le zone più popolari di Cagliari dove qualche famiglia, disperata per i debiti, ha dovuto mettere anche in vendita la casa per dare da mangiare ai figli. 

In questa popolosa e centralissima zona di Cagliari nell’ultimo anno la miseria è aumentata vertiginosamente. La crisi ha fatto chiudere tanti esercizi commerciali e tante piccole botteghe, ha diviso tante famiglie che non sono riuscite ad affrontare unite i problemi economici. E’ aumentata anche la presenza di migranti che, se prima provavano a vendere la loro merce, oggi chiedono l’elemosina per strada, fuori dalle chiese o dai supermarket e ogni giorno vanno a chiedere qualche vestito e un panino imbottito per mangiare.

Il Centro di Ascolto San Paolo, onlus fondata nel 1993 da don Giuseppe Casti e don Gianni Lilliu, cerca ogni giorno con difficoltà di gestire l’emergenza e a colmare le tante assenze delle istituzioni e della politica. Quattordici volontari, coordinati dalla vulcanica presidente dell’associazione Carla Berruti, fanno i turni ogni giorno per distribuire viveri, vestiario e soprattutto parole di conforto a persone spesso disperate. «Facciamo quello che possiamo – spiega Carla –. Riusciamo ad autofinanziarci con le aste di beneficienza e soprattutto con le fiere del dolce che ci consentono di trovare i fondi per acquistare viveri e vestiario. Poi abbiamo anche alcuni benefattori che ogni mese versano una quota alla nostra associazione.  Poi, quando siamo a corto di risorse perché le richieste sono più del previsto, arriva puntualmente qualche altra donazione. Cagliari sa essere anche molto solidale e generosa ».

Tante le iniziative. Lo scorso Natale il Centro d’ascolto San Paolo ha organizzato un pranzo per 205 persone tra senza fissa dimora ed extracomunitari e ha distribuito oltre 500 pacchi natalizi. Inoltre, pur non essendo un ufficio di collocamento, nel 2014 la onlus di piazza Giovanni ha trovato occupazione a 14 persone che avevano disperato bisogno di lavorare: 2 lavapiatti, 2 aiuto pizzaiolo e 12 badanti (qualche anno fa i posti di lavoro recuperati erano stati addirittura una quarantina). Ma soprattutto ha dato una parola di conforto a tante persone. Perché la povertà non è una colpa di cui vergognarsi. Dovrebbe piuttosto provare vergogna chi, con i suoi comportamenti ingiusti e illegali, crea le condizioni perché esista tanta miseria e disuguaglianza.

Tags: Cagliaripoveri
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