Cagliari, la dottoressa Gabriella Mereu “colpisce” ancora: fu radiata ma parlerà del “malessere”

Sui social c’è chi segnala la sua presenza al convegno sul “linguaggio del malessere”  annunciato dal circolo Salomè, appuntamento sabato prossimo alle 18 in via Torricelli, e saranno possibili persino colloqui personali con la dottoressa che ha spesso promesso guarigioni “miracolose” ispirandosi a forme alternative di medicina

Cagliari, la dottoressa Gabriella Mereu “colpisce” ancora: sabato a un convegno la dottoressa che fu radiata dall’Ordine dei Medici. Sui social c’è chi segnala la sua presenza al convegno sul “linguaggio del malessere”  annunciato dal circolo Salomè, appuntamento sabato prossimo alle 18 in via Torricelli, e saranno possibili persino colloqui personali con la dottoressa che ha spesso promesso guarigioni “miracolose” ispirandosi a forme alternative di medicina.  Era stata infatti radiata definitivamente dall’albo dei medici oltre due anni fa, la dottoressa che curava i tumori con le parolacce. Ma a leggere questo post pare che non sia per nulla dispiaciuta. Era stata lei stessa a darne la notizia  “Due giorni fa 25 luglio 2017 sono stata radiata- scrisse- senza che mi sia stata concessa la discussione in appello, da parte della corte centrale .  Neanche nella radiazione a Cagliari del 7 luglio 2015 mi è stato concesso di spiegare ciò che divulgavo e la mia trentennale ricerca . Mai nessuna persona si è lamentata di me come paziente. Le motivazioni della radiazione sono date dal fatto che: ” Non do il consenso informato” , questa accusa, per la mia maniera dioperare, non ha senso in quanto non do farmaci e non tolgo i farmaci alle persone , inoltre spesso le persone che desiderano una mia consultazione sono già informati di una cosa: che non vogliono più tornare alla medicina ufficiale , inoltre il mio è già un trattamento informativo che non ha bisogno di una ulteriore informazione, che mi avvalgo di collaboratori per poter prendermi cura della gente , che ho prescritto tre libri da leggere che non sono” scientifici ” , che svolgo le mie conferenze presso sale dei comuni, che mi faccio pubblicità e motivazioni di questo genere. E ora rieccola, a parlare di “linguaggio del malessere” con un numero Whatsapp per i colloqui privati. E il titolo di dottoressa l’ha conservato.


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