Cagliari, la denuncia: “Inseguiti da un parcheggiatore abusivo in viale Bonaria, ha preso l’auto a calci e sputi”

Il racconto di Giulia Pitzalis, 27enne di Villasor: “Ero con i miei amici, volevamo mangiare in un ristorante giapponese ma alla fine siamo dovuti fuggire perché ci siamo rifiutati di pagare. Il parcheggiatore era italiano, abbiamo chiamato le Forze dell’ordine ma non sono arrivate”

Hanno programmato una serata all’insegna del cibo orentale ma, alla fine, sono tornati a casa a stomaco vuoto. Cinque ragazzi dell’hinterland cagliaritano, ieri sera, avrebbero fatto i conti con l’insistenza “di un parcheggiatore abusivo italiano” in viale Bonaria, pieno centro di Cagliari. Dopo il “no” a un’offerta, detto all’unisono dai ragazzi, avrebbe prima dato un calcio all’auto e poi li avrebbe inseguiti. A raccontare tutto nel dettaglio è Giulia Pitzalis, barista 27enne di Villasor: “Ero a bordo della Renault guidata dal mio amico Simone di 29 anni, e con noi c’erano altre tre ragazze. Ha parcheggiato la macchina nel piazzale tra la banca e il giardinetto. La nostra meta era un ristorante giapponese ma, appena scesi dall’auto, siamo stati avvicinati da un uomo che ci ha chiesto un’offerta”. Nessuna cifra esatta, “qualche moneta per controllare l’auto. Il mio amico gli ha detto di no, siamo tutti scesi e ci siamo incamminati verso il ristorante”. Poi, all’improvviso, il caos: “Il parcheggiatore, dal chiarissimo accento sardo, ha sferrato un calcio al paraurti della Renault. Abbiamo capito che era meglio cambiare aria e siamo tornati verso l’auto. Ci ha ricoperto di minacce”, racconta la 27enne, “dicendo che avrebbe spaccato l’auto se ci avesse visto nuovamente qui”. La giovane racconta di aver chiamato “i carabinieri, ma ci hanno detto che avevano interventi più urgenti da svolgere”.

 

Vista la situazione, i cinque sarebbero zompati all’interno dell’auto: “Abbiamo raggiunto l’uscita del parcheggio, l’uomo ha continuato a seguirci, rincorrendoci e sputando contro l’auto. Aveva una cuffietta scura in testa, una sciarpa e un giubbotto nero. È stato faticoso liberarci di lui”, confessa la barista. Una serata “guastata”, detto in parole semplici: “È la prima volta che mi è successo un fatto simile, ma già altre volte mi sono imbattuta nei parcheggiatori abusivi a Cagliari. Mi chiedo perché, chi di dovere, non faccia più controlli per cercare di tenere a debita distanza dai parcheggi pubblici queste persone”.