Cagliari, la crisi dei fiorai del cimitero: “I clienti vogliono barattare anche 10 euro”

Roselline, crisantemi e gladioli a prezzi ormai stracciati fuori dal camposanto di San Michele, ma gli affari vanno male. Andrea Fenu: “C’è addirittura chi paga meno senza nemmeno chiedere lo sconto, va sempre peggio”. GUARDATE la VIDEO INTERVISTA

È il solito refrain: tra fine ottobre e inizio novembre migliaia di cagliaritani e sardi affollano il cimitero di San Michele, e tutti vogliono portare almeno un fiore sulla bara del proprio caro defunto. Ma la crisi si sente anche quando si tratta di acquistare cinque roselline e dieci crisantemi. Dov’è la novità? C’è chi chiede lo sconto, certo, ma avanza il baratto: “Se il conto è di dieci euro molti clienti me ne danno otto perché non possono arrivare alla cifra tonda, e io devo barattare”, racconta Andrea Fenu, storico fioraio cagliaritano.
“L’aria che tira è sempre peggiore, chi viene qui sono soprattutto pensionati con figli a carico”, una perfetta fotografia di una fetta consistente della società cagliaritana, insomma. E, con le casse mezzo vuote, non va meglio neppure alla voce restyling. Da anni, infatti, si parla di un intervento del Comune per abbellire e riqualificare il piazzale esterno del camposanto: “Mettere dei chioschi, ad esempio, per non avere sempre gli ombrelloni strappati dal vento e i vasi sparsi. Io pago tutto, dal suolo pubblico all’immondezza”, precisa Fenu.


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