Cagliari, la crisi degli all you can eat: si ferma “Sushi Zen” in viale Diaz, addio a “Sushi Nara” in via Garibaldi

Troppa concorrenza in un caso, il tracollo rapido nell’altro. Due realtà molto conosciute, in modo differente, si arrendono. Sabrina Huang: “Tanti vendono sushi, riapriremo tra qualche mese con cibi totalmente diversi”. Ilario Loi: “Due giovani cinesi andati via dal mio locale 15 giorni fa, gli avevo anche abbassato l’affitto di 400 euro: non ce la facevano più ad andare avanti”

Entri e mangi quanto vuoi, la cifra è fissa: possono essere 16,90 euro bevande escluse o 15,90 con caffè e sorbetto in omaggio. A pranzo. A cena qualche euro in più, ma non certo un salasso. Eppure, a Cagliari sembra iniziata la crisi dei sushi all you can eat. Il pesce crudo o cotto, il sashimi, i condimenti dolci e piccanti stanno subendo una battuta d’arresto. Sembra incredibile, ma tra crisi e una liberalizzazione totale che ha portato, ovviamente, chiunque voglia a tentare la strada del sushi restaurant, c’è chi ha deciso di dire basta. Addio menù a prezzo fisso senza limite di piatti, chi ha le spalle larghe tenta di reinventarsi, nel 2022. È il caso di “Sushi Zen” in viale Diaz. Sulla pagina Facebook campeggia un avviso: “Carissimi clienti, vi informiamo che il nostro ristorante ha chiuso per dare inizio ad un nuovo progetto che vi annunceremo prossimamente. Ci teniamo a ringraziarvi per averci scelto in tutti questi anni ed esservi affidati a noi. Grazie per aver riposto in noi la vostra fiducia, per averci permesso di crescere e per averci supportato durante le difficoltà degli ultimi anni. Siete stati dei clienti eccezionali e ve ne siamo grati”. Ma qual è il motivo dello stop? “Ormai c’è troppa concorrenza, tanti propongono il sushi a Cagliari”, spiega Sabrina Huang, moglie del titolare: “Contiamo di riaprire tra due mesi”, le dita sono già incrociate, “e proporremo un nuovo menù con altro cibo”. Quale? Per il momento non si sa, ma non sarà di certo sushi.
In via Garibaldi 1, dove per decenni ha spopolato il fast food “Beverly”, da qualche anno il padrone delle mura, Ilario Loi, ha affittato a cinesi: “Prima Mizuumi, poi ISushi, l’ultimo è stato Nara Sushi, aperto due anni fa. Quindici giorni fa mi hanno chiamato dicendomi che non potevano più tenere, ho capito che non ce la facevano più ad andare avanti e che, magari, è stato anche un fatto di inesperienza. È una coppia di giovani cinesi”, racconta Loi, “li avevo anche agevolati. Nel periodo del Covid non gli ho chiesto tre mesi di affitto, poi avevo abbassato il canone mensile di quattrocento euro, per di farli lavorare al meglio. Se ne sono andati senza avermi pagato qualche affitto”. Un caso molto particolare, visto che il ristorante giapponese era l’unico in tutta la via Garibaldi, a un passo dalla centralissima piazza Costituzione. E invece, anche lì è già andato in onda il “de profundis”. Quale sarà il futuro di quei metri quadri? Ilario Loi non lo sa, ma di una cosa sembra essere certo: “Non penso che lo affitterò nuovamente a chi fa ristorazione sushi perchè temo di non avere garanzie”.


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