Cagliari, la clamorosa protesta di una paninoteca in via Tuveri: “Io apro, perché gli aiuti non sono mai arrivati”

Paolo, titolare di un locale in  centro a Cagliari, non ci sta: “Le tasse e i pagamenti non sono stati bloccati e noi da lunedì in zona rossa dalle 22 non possiamo neanche dare un panino, il lavoro è un diritto intoccabile e i vaccini sono solo al 3 per cento. Nel frattempo in tantissimi entrano in un supermarket e da noi non possono entrare due persone: ormai lavorare sta diventando illegale”

Cagliari, la clamorosa protesta di una paninoteca in via Tuveri: “Io apro perché gli aiuti non sono mai arrivati”. Paolo Marongiu, titolare di un locale in  centro a Cagliari, non ci sta: “Le tasse e i pagamenti non sono stati bloccati e noi da lunedì in zona rossa dalle 22 non possiamo neanche dare un panino, il lavoro è un diritto intoccabile e i vaccini sono solo al 3 per cento. Nel frattempo in tantissimi entrano in un supermarket e da noi non possono entrare due persone: ormai lavorare sta diventando illegale”. Paolo, che circa un anno fa ha aperto “Fame cosmica”, ha appeso un lungo cartello in via Tuveri e vuole aprire comunque, per forza di necessità: “Non ho voglia di manifestare in piazza, preferisco aprire e riuscire a portare a casa qualche soldo perchè abbiamo famiglia. La gente deve uscire, siamo a un anno e mezzo di chiusure e c’è sempre più fame, qui tutti dobbiamo unire le forze , siamo veramente stanchi. Noi vogliamo lavorare onestamente”.

E nel cartello appeso nel locale Paolo scrive: “io apro perchè ho finito le risorse, non la dignità. Apro perchè se dopo un mese i contagi salgono, vuol dire che hanno chiuso le attività sbagliate”: E nel cartello, il locale elenca gli articoli della Costituzione sul diritto al lavoro. Ma da lunedì è zona rossa, e le restrizioni aumentano in tutta la Sardegna che ripiomba in un drammatico lockdown.


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