Cagliari, la clamorosa protesta al circo: “Gli animali qui non si divertono”

“Gli animali al circo non si divertono” così recita lo striscione affisso questa notte dai militanti de La Foresta Che Avanza, gruppo ecologista ed animalista di CasaPound Italia, per protestare contro la presenza del Circo di Mosca di Paolo Orfei

“Gli animali al circo non si divertono” così recita lo striscione affisso questa notte dai militanti de La Foresta Che Avanza, gruppo ecologista ed animalista di CasaPound Italia, per protestare contro la presenza del Circo di Mosca di Paolo Orfei. “Come già fatto in passato, vogliamo sensibilizzare i cittadini sul problema dello sfruttamento degli animali – afferma il movimento – i quali vengono sottoposti ad un addestramento violento, maltrattamenti quali l’uso di strumenti di contenzione, lunghi digiuni e frequenti percosse con pungoli, costretti a dimorare in gabbie e spazi angusti dove rimangono chiusi per lunghissimi periodi di tempo durante gli spostamenti della carovana circense di città in città”.
“Capita spesso inoltre, che gli stessi animali si ribellino a questa situazione e scappino – continua la nota- anche qui in Sardegna dove questa estate il <<caimano Jack>> scomparve dal circo Martin che l’agosto scorso fece tappa ad Orosei. È fondamentale capire che questi animali vengono strappati dal loro habitat naturale per il puro divertimento dell’uomo, e alcuni di loro sono rari o in pericolo proprio come la Tigre Bianca che il circo Mosca ostenta nelle proprie locandine comparse per tutta la città di Cagliari”.
“Vogliamo oltretutto – conclude la nota – che l’opinione pubblica sappia che nel solo 2018 il MiBACT (Ministero per i beni e attività culturali) stanziò circa 5 milioni di euro da devolvere ai circhi, direttamente dalle casse statali del FUS (Fondo unico per lo spettacolo), il quale viene finanziato ovviamente da soldi pubblici dei contribuenti. Siamo sicuri che questi milioni di euro non possano essere investiti altrove, anche nello stesso settore dei beni culturali, invece che andare a finanziare la scellerata violenza sugli animali i quali, sradicati dal proprio habitat naturale, non vedranno nient’altro che quella gabbia per tutta la vita? Chiediamo quindi che questi spettacoli non vengano fatti esibire in città, e che si capisca una volta per tutte che gli animali non sono oggetti da mostrare in vetrina per far ingrassare imprenditori senza scrupoli a costo della loro libertà”.

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