Cagliari, insulti e colpi sulla scalinata di Sant’Anna: “Ogni weekend caos e paura”

Gli insulti, poi spintoni e schiaffi tra una baby gang della “movida” e i parrocchiani della chiesa di Stampace. Coinvolto anche il parroco, don Ottavio Utzeri: “Gli abitanti la notte non sono liberi nemmeno di uscire, la scalinata viene invasa da giovani che lasciano bottiglie e cartacce. Anche questo è diventato un rione invivibile”. GUARDATE la VIDEO INTERVISTA ESCLUSIVA

Minimizza, don Ottavio Utzeri: “Personalmente non sono stato insultato o sbeffeggiato, sono intervenuto solo per cercare di far abbassare i toni e aiutare i ragazzi”. Da cinque anni parroco della chiesa di Sant’Anna, c’era anche lui ieri notte in mezzo alla rissa tra un folto gruppo di ragazzi della “movida” e i parrocchiani, presenti per il concerto di lanueddas di Nicola Agus in onore alla santa che dà il nome alla chiesa. “Anche don Utzeri è stato raggiunto da qualche colpo, ma poi ha scelto di perdonare la baby gang”, racconta, a mezza voce, più di una persona presente durante la rissa. “Ho perdonato perchè volevo parlare con quei ragazzi in maniera tranquilla, nessuno di noi voleva avere un atteggiamento punitivo nei loro confronti”, afferma don Utzeri, nel “ridimensionare” la parte legata alle botte ricevute. Una ricerca di tranquillità per non sollevare un altro polverone proprio nella settimana di festeggiamenti di Sant’Anna? Probabile. Certo è che è intervenuto un carabiniere, in borghese, che ha subito preso i documenti di alcuni ragazzi, prima che loro chiedessero “scusa”, tra le lacrime, al don. “Qui c’è caos ,soprattutto le notti del fine settimana, è un problema per gli abitanti che si vedono i propri spazi occupati e non sono più liberi. Noi adulti, noi istituzioni, cosa stiamo facendo per aiutare i giovani a crescere in maniera più sana?”, domanda, polemicamente, il prete.

 

“Il venerdì mattina e la domenica mattina ripuliamo la scalinata dalle cartacce e dalle bottiglie di vetro lasciate le notti prima, spesso ci sono pure dei frammenti di vetro che rappresentano un pericolo. Bisogna restituire la vivibilità ad alcuni rioni”, puntualizza il religioso, facendo un chiaro riferimento alla “sua” Stampace: “Anche noi, come chiesa, siamo allarmati”. Ma, da buon parroco, preferisce spendere parole di speranza e non di condanna verso i giovani chiassosi: “Bisogna parlare al loro cuore e aiutarli”. Certo, ieri sera, proprio nel bel mezzo dei festeggiamenti per Sant’Anna, tra insulti e colpi, “il loro atteggiamento non è stato composto o rispettoso”.