Cagliari, in arrivo l’aumento dell’indennità per la giunta Truzzu: sindaco e assessori guadagneranno il doppio

Aumento del 100 % dello stipendio del primo cittadino grazie al consiglio regionale. Incremento anche per i componenti della giunta e il presidente del consiglio comunale. Il voto per la copertura finanziaria del provvedimento coi soldi dei cagliaritani atteso entro maggio: un provvedimento ad alto rischio di impopolarità. E sale la tensione a palazzo Bacaredda: i consiglieri restano a bocca asciutta e molti sono sul piede di guerra

Buone notizie per Truzzu e la sua giunta: le indennità raddoppieranno a breve. Quelle degli altri colleghi e degli assessori delle altre grandi città italiane sono già aumentate. Manca solo lui. Ma grazie a un emendamento votato in consiglio regionale, pensato anche in virtù dell’aumento del carico di lavoro del sindaco metropolitano, lo stipendio del primo cittadino aumenterà entro l’estate del 100 %. Passando dai 66 mila euro lordi annui attuali, praticamente al doppio. E l’incremento dell’indennità sindaco, sempre in base allo stesse emendamento dell’Anci approvato nell’altra assemblea di via Roma, trascinerà a ruota anche un aumento significativo di quelle del vicesindaco Giorgio Angius, di tutti gli assessori e del presidente del consiglio comunale Edoardo Tocco (che percepiscono la metà dell’indennità del sindaco, tranne il vice al quale spetta qualcosa in più).

A bocca asciutta resteranno i consiglieri comunali che dovranno continuare la consiliatura col migliaio di euro scarso che riescono a mettersi in tasca. Ma la vicenda sta agitando e non poco palazzo Bacaredda. Anche perché, secondo indiscrezioni, lo stanziamento della Regione potrebbe non bastare per coprire l’aumento delle spese per gli aumenti. E in attesa di nuove risorse, il sindaco e la giunta del capoluogo potrebbero decidere di attingere dai fondi delle casse comunali (denaro dei cagliaritani) col prossimo bilancio (che dovrà essere approvato entro il 31 maggio) come anticipo per la spesa.

Ed è questa la nota dolente. Perché i consiglieri comunali dovranno approvare un provvedimento ad alto tasso di impopolarità che potrebbe far salire l’indignazione dei cittadini: un prezzo troppo alto (almeno secondo il ragionamento che corre tra i banchi di palazzo Bacaredda) per far lievitare solo le indennità degli assessori (alcuni dei quali nemmeno eletti, ma nominati dal sindaco, sempre secondo lo stesso  ragionamento) e non quelle dei consiglieri. I malumori serpeggiano anche in maggioranza. Sarebbe in corso una trattativa che prevede un contentino come l’aumento delle indennità anche per i membri del consiglio (non prevista dalle norme attuali), o l’aumento delle sedute delle commissioni: strade ritenute per ora impraticabili. Insomma c’è chi minaccia una clamoroso sgambetto in aula al provvedimento.

Tutto deriva da una legge di Bilancio approvata in via definitiva dal Parlamento nazionale a due giorni dal Capodanno scorso che prevede un incremento delle indennità di funzione dei Sindaci dei Comuni capoluogo sede di città metropolitana e dei Sindaci dei Comuni delle Regioni a statuto ordinario in una misura percentuale, proporzionata alla popolazione, al trattamento economico complessivo dei Presidenti delle Regioni (attualmente pari a 13.800 euro lordi mensili).

La disposizione però non trovava applicazione a favore dei sindaci e degli amministratori sardi in quanto abitanti di una Regione a Statuto speciale. Ci ha pensato così il Consiglio regionale della Sardegna a eliminare “l’ingiustizia”, per “evitare discriminazioni ed armonizzare il trattamento economico spettante, sotto forma di indennità, ai sindaci metropolitani e i sindaci dei comuni ubicati in Sardegna rispetto a quanto riconosciuto ai sindaci metropolitani e i sindaci dei comuni ubicati nel restante territorio nazionale nelle regioni a statuto ordinario”. Scattano così gli incrementi, per i sindaci. E poi per vicesindaci, assessori e presidenti dei consigli comunali della Sardegna.

 


In questo articolo: