“Cagliari, inciviltà a Monte Urpinu: papà strappa le penne ad un pavone per darle al figlio”

“Siamo rimasti basiti. I custodi pure, sono impotenti. Anche altre volte non hanno potuto fare niente. Più facile avere a che fare con i ragazzi, rispetto a certi adulti”

Cagliari, ancora comportamenti riprovevoli al parco di Monte Urpinu. Un “papà” strappa un mazzo di piume dalla coda di un pavone per darle al figlio.

La denuncia stavolta, arriva dai genitori di una bambina.

E’ una lettera di condanna, da parte di chi ha ancora davanti agli occhi una scena triste e traumatica:

“Stamattina, mentre giocavamo nel parco di Monte Urpinu a Cagliari, abbiamo visto una cosa bruttissima che non dimenticheremo mai più. Due famiglie facevano un pic-nic insieme. C’erano due donne, due uomini con i loro figli. Uno dei papà all’improvviso è saltato sopra un pavone e con forza gli ha strappato la coda. Il pavone gridava per il dolore. Siamo corsi ad avvertire i guardiaparco che sono subito intervenuti, ma hanno potuto solo recuperare il mazzo di penne strappato, ancora sanguinante. Infatti, come ci hanno spiegato dopo, loro non possono arrestare o trattenere le persone, né chiedere i loro documenti. In poco tempo quel papà (che ha detto di aver agito così solo per dare una piuma al figlio), la sua famiglia e i loro amici se ne sono andati senza che nessuno potesse far niente. Mancano i vigili che sorvegliano luoghi frequentati da tanti bambini… ai guardiaparco, che si danno tanto da fare per curare il parco con i suoi animali,  non sono dati strumenti per proteggerlo da scellerati. Chiunque può quindi entrare nel parco aggredire anatre o pavoni ed uscire indisturbato? Non è giusto. Aiutate il nostro parco preferito ad essere un posto sicuro anche per gli animali. Sentiamo ancora il dolore di quel pavone e le sue urla strazianti. Per favore pubblicate questa lettera. Magari arriverà a qualcuno che può fare più di quanto abbiamo potuto fare noi e i guardiaparco. O forse la leggerà anche quel papà a cui consiglio di fare tutto il possibile affinchè il figlio non lo prenda come esempio”.
Lettera firmata

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