Cagliari, in 50 contro il 5G al Bastione: “Non siamo cavie, Truzzu blocchi la sperimentazione”

Protesta di semplici cittadini contro l’arrivo del 5G, parte l’appello al neo sindaco: “Deve supportarci in questa battaglia, non sappiamo quali rischi possiamo correre con queste onde elettromagnetiche ad altissima frequenza. Tutti i cagliaritani dovrebbero essere qui con noi”

“No al 5G a Cagliari, Paolo Truzzu blocchi la sperimentazione”. Questo il messaggio principale lanciato dagli organizzatori di un sit in di protesta sotto il Bastione di Saint Remy. Tutti, con tanto di magliette con la scritta “Non siamo cavie”, e cartelli con “No al 5G”. La sperimentazione del 5G – sigla con la quale vengono indicate le tecnologie di quinta generazione – sarà presto realtà anche nel capoluogo sardo, visto che è una delle città scelte dal ministero per lo Sviluppo Economico a dicembre 2018. Ma un gruppo di cagliaritani dice, a chiare lettere, “no”. Ci sono semplici cittadini – prof di scuole superiori, liberi imprenditori e casalinghe con figli – ma anche politici: in prima linea l’ormai ex candidato a sindaco di Cagliari di Verdes, Angelo Cremone, e Claudia Zuncheddu, nel doppio ruolo di politico e medico. È proprio lei a chiedere a gran voce un intervento da parte del neo sindaco cagliaritano.

“Lancio un appello soprattutto come medico, sia a Truzzu sia agli altri sindaci sardi, non devono permettere nessuna sperimentazione nei nostri centri urbani. I nostri sindaci hanno una responsabilità enorme, anche dal punto di vista penale, in materia di inquinamento ambientale. Va ricordato cosa prevede la normativa internazionale e anche la Costituzione italiana sulle sperimentazioni individuali e di massa”. La Zuncheddu, insieme al comitato sardo del “No al 5G” ha organizzato già due eventi, lo scorso giugno, invitando anche molti medici, “per spiegare alla gente cosa significa un’esposizione a campi elettromagnetici ad altissima frequenza, non fanno assolutamente bene alla salute. Il 5G dev’essere prima di tutto sperimentato in laboratorio, solo dopo potranno dirci. Dalle ricerche a livello internazionale fatte da tutti gli scienziati si sconsiglia l’esposizione a questi campi elettromagnetici”.


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