Cagliari, il tracollo dei distributori di benzina: stazioni chiuse trasformate in parcheggi abusivi o punti ristoro

In città numerose chiusure di stazioni di rifornimento. Solo a San Benedetto fine dei giochi per due impianti della Q8, in via Is Mirrionis ha ceduto anche l’Ip e regge solo il cartello di un distributore di bibite e snack. Giuseppe Balia dell’Angac: “Consumi crollati, anche i prezzi della benzina sono comunque scesi. È un dramma sociale, i pochi centesimi di guadagno al litro non bastano più”. VIDEO INTERVISTA


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Sembra uno scherzo, ma è tutto vero. La crisi colpisce anche i distributori di benzina di Cagliari. Cinque, almeno, quelli chiusi negli ultimi mesi, ai quali si sommano altre stazioni di rifornimento sbarrate da anni. Così, l’area attorno alle pompe, a secco, si trasforma in un parcheggio abusivo. O, come nel caso dell’ex Ip di via Is Mirrionis, l’unica attività che regge con tanto di cartello è quella di un punto ristoro, cioè macchinette automatiche di bevande e cibi. “L’acquisto di benzina è crollato, e anche i prezzi sono scesi”, sostiene Giuseppe Balia, presidente dell’associazione dei benzinai dell’Angac. Ciò che fa pensare è che la maggior parte delle chiusure in città siano avvenute in strade molto trafficate: via Is Mirrionis, piazza Giovanni XXIII o via dei Giudicati non sono certo in periferia. Eppure, il passaggio delle macchine è diminuito anche perchè il prezzo al litro, per chi era abituato a pagare massimo un euro e venti o un euro e trenta centesimi, è ancora troppo alto. Si viaggia sull’uno e novanta al litro, self o non self cambia ben poco. E le ragioni che hanno portato ad avere nuovi disoccupati anche in un settore che sembrava immortale sono più di una.
“Impossibile continuare se per i benzinai resta il pagamento di pochi centesimi al litro, ormai sono sfruttati, si può parlare di caporalato da parte delle aziende che forniscono la benzina. Tanti, poi, hanno pensato di riuscire a gestire anche due o tre impianti contemporaneamente, anzichè tenerne bene solo uno”. E le strutture ormai vuote? “Vanno bonificate e messe in sicurezza, un lavoro che spetta al Comune”, avvisa Balia. “Da tempo abbiamo sollevato il problema dei pochi guadagni per i benzinai, se uno chiude è anche perchè non ha più il giro di affari del passato”.


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