Cagliari, il sogno “proibito” dei commercianti del Corso: “Qui devono passare nuovamente le auto”

Due terzi pedonali, uno no. Il Corso Vittorio ha cambiato “pelle” ma non tutti sono felici. I negozianti dell’ultimo tratto, tra via Caprera e viale Merello, tornano all’attacco: “Truzzu farà passare un bus elettrico? Ottimo, ma pensi anche a come fare per riportare le automobili, la pedonalizzazione ci ha isolati”

Il nuovo bus elettrico che presto attraverserà tutto il Corso Vittorio, come promesso dal neo sindaco di Cagliari Paolo Truzzu? “Ottimo, almeno per il momento”. Così più di un negoziante dell’ultimo tratto del Corso, tra via Caprera e viale Merello: lì le auto non hanno mai smesso di passare, ma da qualche anno a questa parte solo “tagliando” proprio da via Caprera, visto che gli altri metri del Corso sono cento per cento pedonali. E, se tra piazza Yenne e l’arco di Palabanda trionfano ristorantini e locali, subito dopo “trionfa” l’amarezza: “La strada non è più vissuta come un tempo, i cagliaritani si sono disinnamorati di questa parte della via”. L’arrivo del bus elettrico che collegherà tutte le vie dello shopping viene visto come una “benedizione” per chi ha una rosticceria, un minimarket o un ristorante. Ma l’obbiettivo – meglio, il sogno “proibito” – resta uno e solo uno: le automobili che ritornano a passare dritte dritte sin da piazza Yenne. Con tanti saluti, a quanto pare, allo sviluppo in stile “movida” di due terzi del Corso Vittorio.

“Non so se il bus elettrico potrà riportare la gente in questo tratto del Corso, non è servito a nulla nemmeno far ripassare la linea uno, non c’è stato nessun aumento di persone”, afferma Piero Caredda, 71 anni, titolare di un minimarket: “La gente si è disaffezionata alla nostra strada anche per colpa dei supermarket che continuano ad aprire ovunque, qui al massimo vengono solo per comprare qualche fesseria. Sono favorevole alla riapertura di tutto il Corso Vittorio alle auto, prima era meglio e c’era più movivmento”. Antonello Spissu è un famoso ristoratore, da ventotto anni serve piatti gustosissimi proprio nella porzione della strada non pedonale: “Il bus elettrico è un’ottima notizia, per troppo tempo siamo stati penalizzati per colpa dell’isola pedonale del Corso, come me la pensano tutti i commercianti, ci hanno chiuso la strada”, tuona Spissu, “sono qui da ventotto anni, sono d’accordo con una possibile riapertura del Corso alle automobili, da quando non passano più sono in crisi anche via Garibaldi e via Manno”. Favorevole al bus elettrico anche Sergio Mereu, gestore di una gastronomia: “Sembra un qualcosa di molto interessante, c’è bisogno per questa zona pedonale, per gli anziani e per tante altre ragioni, porterà benessere anche a noi commercianti. C’è bisogno perché sono sempre dei mezzi che mettono in circolo la gente, è chiaro che ci sarà più movimento, è normale. Spero che il sindaco Truzzu lo faccia passare entro agosto”.


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