Casteddu On line
  • Cagliari
  • Hinterland
  • Sulla Sulcitana
  • Sud Sardegna
  • Sardegna
  • Calcio
  • Eventi
  • Contatti
  • SOSTIENICI
  • Cagliari
  • Hinterland
  • Sulla Sulcitana
  • Sud Sardegna
  • Sardegna
  • Calcio
  • Eventi
  • Contatti
  • SOSTIENICI
No Result
View All Result
Casteddu On line
No Result
View All Result
Iscriviti al canale
Home cagliari

Cagliari, il semolino misterioso e la raffica di telefonate minatorie: “Manuela Murgia uccisa e buttata come un sacco”

di Paolo Rapeanu
30 Maggio 2024
in cagliari, zapertura

Per le ultime notizie entra nel nostro canale Whatsapp

Cagliari, il semolino misterioso e la raffica di telefonate minatorie: “Manuela Murgia uccisa e buttata come un sacco”

Il semolino, mangiato poche ore prima di morire, l’uomo misterioso che l’ha fatta salire su un’auto blu, il foulard e il portamonete a decine di metri di distanza dal punto in cui è stato trovato il corpo, nel canyon di Tuvixeddu, l’assenza di fratture, le telefonate di minacce successive al ritrovamento del cadavere. Sono solo alcune delle incongruenze e dei fatti che hanno spinto i parenti di Manuela Murgia, a quasi quattro mesi di distanza dalla prima uscita giornalistica in assoluto del caso, qui su Casteddu Online, ad andare a “Chi L’Ha Visto?”, su Rai 3. E il mistero della giovane trovata morta il 4 febbraio 1995 in un punto di Cagliari dove non era mai stata diventa di dominio nazionale. Nel programma di Rai 3 condotto da Federica Sciarelli erano presenti le due sorelle di Manuela, Elisabetta e Anna, e il fratello Gioele. C’è stato spazio anche per un brevissimo spezzone di un filmato del 1995 nel quale un amico di Manuela diceva, sempre a “Chi L’Ha Visto?”, di “non credere al suicidio o a una caduta accidentale. Avevo visto Manuela due giorni prima della morte, rideva e scherzava come sempre”. Con gli atti delle indagini svolte all’epoca tra le mani, i parenti della sedicenne hanno ricordato le sue ultime ore, dalla telefonata ricevuta verso l’ora di pranzo del 4 febbraio 1995 all’uscita frettolosa di casa, passando anche per alcune novità. È stata infatti la madrina a notare l’auto blu, guidata da un uomo “che non era l’ex fidanzato di Manuela”, quindi qualcuno rimasto sinora un mister X, a bordo della quale è salita la giovane. “Si era messa i capelli davanti al viso per nascondersi”, racconta Elisabetta. Molto strano, visto che doveva trattarsi di un’uscita rapida: “Non aveva il permesso di uscire, quella mattina. Sul tavolo c’erano il cordless, accanto rossetto e un fazzoletto”, aggiunte l’altra sorella, Anna. Quattro ore prima di morire la sedicenne mangia un semolino, come scoperto dall’autopsia: dove, con chi, offerto da chi? Non si sa.

 

 

 

Ciò che è certo è che è morta, stando alle risultanze del medico legale, tra le diciotto e le venti dello stesso giorno in cui è scomparsa. Il suo cadavere è stato trovato il 5 febbraio, il giorno dopo: una telefonata anonima in questura segnala la presenza di un corpo in fondo a un canyon di Tuvixeddu, quello davanti alla via Is Maglias: “Nessuna frattura sul corpo, era di buona famiglia e aveva tanti progetti”, ricordano ancora le due sorelle e il fratello. “Di sicuro quando è uscita di casa non sapeva che stava andando a morire. Nessuno, dal 1995 a oggi, ha mai creduto al suicidio, nessuno di tutti quelli che hanno avuto la fortuna di conoscere Manuela”. Che, nell’ultima settimana di vita, era però diventata strana: “Piangeva spesso, non mi confidava sino in fondo che cosa avesse. Il suo umore era cambiato”, ricorda Anna. Altre incongruenze: portamonete e foulard ritrovati vicino al cancello del sentiero sotto il canyon, molto distanti dal cadavere della ragazzina. E poi, dopo la morte, le telefonate: “Telefonate anonime, tante, ricevute a casa. Molte di minacce, fatte da persone che ci hanno invitato a lasciare perdere qualunque indagine e che ci hanno fatto capire che sapevano quando eravamo in casa e cosa stessimo facendo. In più, anche telefonate di sciacalli”. Uno dei legali che sta studiando tutte le carte e mettendo insieme i tasselli della vicenda per fare in modo che dal tribunale concedano una riapertura del caso é Bachisio Mele: “Mi chiedo come mai non sia stato richiesto il tabulato delle chiamate in entrata alla famiglia Murgia. Una ragazza che si imbelletta prima di uscire non deve andare a suicidarsi, in quel posto, poi, è difficile. L’anonimo che ha chiamato il giorno dopo è chiaro che qualcosa la sa. Non si va in quei posti a passeggiare. Qualcuno ha già parlato”, avvisa Mele, “altri parleranno”. I parenti sono più che certi: “Nessun suicidio, Manuela è stata aggredita e uccisa, ma perchè? Perche l’hanno ridotta come un sacco di spazzatura e buttata? Tutto ciò fa molo male”. Un dolore, quasi trentennale, per la famiglia della sedicenne, che tutti si augurano possa presto finire: ma ormai è chiaro, terminerà solo quando sarà “fatta giustizia”. Che, per i familiari di Manuela, significa solo una cosa: trovare e assicurare alla giustizia chi l’ha uccisa in un ventoso e leggermente piovoso tardo pomeriggio di febbraio di ventinove anni fa.

Tags: Cagliarimanuela murgia
Previous Post

Turisti cafoni con i camper e cumuli di rifiuti abbandonati: “A Costa Rei un’altra estate senza controlli”

Next Post

Meteo Casteddu, la Sardegna sempre più bollente: caldo e oltre 30 gradi percepiti a fine maggio

Articoli correlati

Cabras, studente cagliaritano minacciato con un taglierino per una sigaretta

Cabras, studente cagliaritano minacciato con un taglierino per una sigaretta

Businco, l’ARNAS G. Brotzu: “Nessuna interruzione della presa in carico dei pazienti che si rivolgono al CAS”

Radioterapia al Businco, la denuncia di Alleanza Sardegna: “Si lavora fino alle 23, ma i pagamenti sono fermi a luglio”

Tragedia a Pirri, rogo in una casa in via Duca di Genova: un morto

Cagliari, incendio nel piazzale di una azienda in via Laconi: distrutti cinque furgoni

Cagliari, Francesco Caredda muore a 21 anni per un linfoma: “Donate ai genitori dei bimbi malati”

Cagliari, Francesco Caredda muore a 21 anni per un linfoma: “Donate ai genitori dei bimbi malati”

Cagliari, via Roma a due velocità: il porto corre con il nuovo lungomare, il Comune resta fermo al palo

Cagliari, via Roma a due velocità: il porto corre con il nuovo lungomare, il Comune resta fermo al palo

Cagliari, rubati mazzi di fiori dalla tomba di una bambina: “Non so come definirvi”

Commemorazione dei defunti, dal 28 ottobre al 3 novembre cimiteri aperti con orario continuato a Cagliari

Next Post
Meteo Casteddu, la Sardegna sempre più bollente: caldo e oltre 30 gradi percepiti a fine maggio

Meteo Casteddu, la Sardegna sempre più bollente: caldo e oltre 30 gradi percepiti a fine maggio

ULTIME NOTIZIE

Meteo Casteddu, il sole regge per tutto il weekend ma continua il calo delle temperature

Meteo Casteddu, tempo stabile e soleggiato su tutta l’Isola

Cabras, studente cagliaritano minacciato con un taglierino per una sigaretta

Cabras, studente cagliaritano minacciato con un taglierino per una sigaretta

Tenta di fermare il treno in corsa ma scivola sui binari: Riccardo muore a 33 anni

Tenta di fermare il treno in corsa ma scivola sui binari: Riccardo muore a 33 anni

Samassi, incidente mortale lungo la statale 196: addio a Daniele Cabras

Samassi, incidente mortale lungo la statale 196: addio a Daniele Cabras

Addio smartphone al ristorante: in Sardegna parte la sperimentazione “A tavola senza schermi”

Addio smartphone al ristorante: in Sardegna parte la sperimentazione “A tavola senza schermi”

Casteddu Online – P.I. IT03410570927 Testata registrata presso il tribunale di Cagliari n. 5/12

Hosting gestito da Monrif Net Srl
Via Mattei, 106, 40138 Bologna (BO)
P.Iva 12741650159

La testata usufruisce del contributo della Regione Sardegna Assessorato della Pubblica Istruzione, Beni Culturali, Informazione, Spettacolo e Sport. legge regionale 13 aprile 2017 n. 5, art. 8 comma 13

IMPOSTAZIONI PRIVACY
Copyright © 2026
RCAST.NET
No Result
View All Result
  • Cagliari
  • Hinterland
  • Sulla Sulcitana
  • Sud Sardegna
  • Sardegna
  • Calcio
  • Eventi
  • Contatti
  • SOSTIENICI

Copyright © 2025