Cagliari, il rudere dell’ex Marino cade a pezzi: “Hotel di lusso? Nei sogni di chi ci governa”

Trentasei anni di progetti, rimpalli e cambi: il casermone “terra” di writers e ingabbiato da reti di protezione ormai arrugginite continua a “sfregiare” il lungomare Poetto. E tra i lettori di Cagliari Online fioccano le proteste: “Questo rudere rappresenta appieno la politica sarda”. Siete d’accordo?

L’ultimissimo annuncio otto mesi fa: a marzo arriva l’assist della Regione al Comune di Cagliari, con il presidente Francesco Pigliaru sicuro: “Attirerà turisti tutto l’anno, trasformeremo il Poetto ancora di più in un luogo che sa attrarre i vacanzieri anche in bassa stagione. In Sardegna pochi hotel sul mare, giusto così, ma quei pochi che abbiamo vanno usati bene. L’augurio è trovare un privato all’altezza della sfida, sicuramente complicata ma che può e deve essere affrontata come capita in tutto il mondo”. Tuttavia, dopo otto mesi, ancora nulla di fatto: c’è solo la delibera della Giunta Pigliaru che spiana la strada alla svolta turistica dell’ex Marino, mandando in soffitta quella sanitaria. E, a proposito di soffitti, non sono solo quelli a essere sempre più pericolanti nell’edificio realizzato nel 1937 da Ubaldo Badas. I cornicioni hanno i ferri a vista, le scritte dei writers sono tantissime e lo “sfregio” vista mare è ancora lì. E i lettori di Cagliari Online dicono la loro.
“Uno scempio, un rudere da abbattere”, dice Francesca Oro. “Altro che hotel, lì io farei un bel reparto di Neuroriabilitazione all’avanguardia, con tutti i servizi, macchinari e personale qualificato”, osserva Annalisa Sechi. Caustico Giulio Fantini: “Povera città di Cagliari”. Angela Mascia propende per la modalità ‘tabula rasa’: “Dovrebbe essere demolito, la spiaggia va liberata, senza ricostruire perché troppo vicino al mare”. Stesso pensiero di Stefano Sangreal Giloni: “Buttare giù e fare spiaggia libera”. Carlo Pilia: “Dopo tanti anni ancora si discute che farne. Soluzione: una ruspa e giù”. Per Roberto Casula si tratta di “uno spettacolo poco edificante”. Luisa Cardia: “Pensiamo che in Sardegna siamo abbandonati completamente in tutto. Sanità, pulizia strade, dobbiamo tagliare l’erba e spazzare la strada perché non si vede nemmeno lo spazzino”. Giampaolo Barrili: “Noi sardi siamo uno strano popolo, abbiamo permesso che un hotel diventasse un ospedale e un ospedale anche se non proprio ben funzionante in rudere. Ora è da qualche lustro che non si sa cosa farne; forse il fatto è che l’ex ospedale nato nel ventennio ‘colonia marina DUX per la cura della TBC ossea’ debba essere demolito per soddisfare certa parte politica”. Per Stefano Pilio l’idea sarebbe “farci un acquario”. Marco Puddu: “Speriamo che col nuovo presidente regionale e nuovo sindaco finisca questa telenovela vergognosa”. Diretto Stefano Pusceddu: “Questa struttura rappresenta la politica sarda”.