Cagliari, il progetto: “Casette di Natale anche in via Roma per far rifiorire la Marina”

Le “classiche” casette natalizie che hanno spopolato in piazza Yenne e nel Corso? I commercianti della Marina: “Le vogliamo anche qui, si possono mettere togliendo una fila di parcheggi. Così si combatte la crisi e si tiene lontano la delinquenza dal rione”. Cosa ne pensate?

Le casette di Natale? Quest’anno, a Cagliari, potrebbero sorgere anche in via Roma. Dopo piazza Yenne e il Corso Vittorio – e piazza del Carmine – i cagliaritani potrebbero ammirare le inconfondibili costruzioni in stile nordico anche nella strada-cartolina della città. La proposta arriva dal consorzio Cagliari centro storico: i negozianti si stanno quotando per stilare un progetto da presentare al Comune, sperando poi di avere l’ok. L’obbiettivo? Più di uno: creare “movimento” anche nel cuore dell’inverno nel rione portuale, “collegare” in un unico percorso natalizio via Roma col Corso Vittorio e far rifiorire la zona. Marco Milia, titolare di una focacceria artigianale in via Napoli e membro del direttivo del consorzio, ci crede: “Vogliamo poter lavorare tutto l’anno, le casette in via Roma possono essere uno spunto valido per il mese di dicembre. Tre giorni prima di Natale, poi, via Roma dev’essere chiusa al traffico per consentirci di svolgere tanti eventi di animazione indirizzati ai bambini”. Quali? “Mettere la casa di Babbo Natale con gli elfi e anche una giostrina”. E il pensiero di Milia va subito a Barcellona: “Fare come fanno lì, dove ci sono le ramblas”. Un primissimo passo, i commercianti della Marina, l’hanno già fatto: “Siamo stati al Comune a chiedere tutte le informazioni tecniche, ora ci stiamo quotando per poter presentare un progetto”.

L’intento è quello di portare gente anche tra le viuzze “vista mare”, ma non solo: “I bambini portano allegria, la gente verrebbe a mangiare e acquistare e la delinquenza diminuirebbe. Vogliamo boicottare così i centri commerciali, i bambini devono poter uscire e non abituarsi a questo tipo di ‘cultura’. Le nostre attività non devono morire, la situazione non è tutta rose e fiori, anzi”, argomenta Milia, “la politica ci deve dare una mano d’aiuto”.