Cagliari, il piano per tagliare gli sprechi nella sanità: “Sì ai farmacisti delle farmacie ospedaliere nei reparti”

La spesa farmaceutica, nell’Isola, tocca ancora livelli elevati. La proposta della Uil: “Farmacisti nei reparti abbinati ai pazienti per prescrivere i medicinali e sperimentare terapie innovative”


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Un modo per tagliare gli sprechi e le spese alte nella sanità? Portare i farmacisti delle farmacie ospedaliere dentro i reparti, in modo che ogni singolo farmaco somministrato venga gestito sempre dalla stessa persona. A lanciare la proposta, partendo dal Brotzu, è la Uil, con il suo segretario Attilio Carta: “La spesa farmaceutica costituisce un importante capitolo di bilancio della sanità italiana. Essa occupa, infatti, un posto percentuale rilevante del budget aziendale, preceduta solo dai costi per il personale ed il restante per i servizi vari. Il contenimento della spesa farmaceutica sarebbe il cardine di una seria “gestione sanitaria”. Traguardo, questo, raggiungibile, principalmente, razionalizzando tutto il percorso del farmaco: dalla sua prescrizione sino alla somministrazione al paziente. È pertanto meritorio ogni sforzo gestionale volto al miglioramento professionale, scientifico e tecnologico del servizio farmaceutico, mirato all’efficacia della cura e al contenimento della spesa. È oramai condiviso che appropriatezza della prescrizione e tracciabilità del farmaco siano le vie maestre per la certezza della cura insita in un’oculata gestione della farmacia ospedaliera. Pianificare la gestione complessiva del farmaco porta sicuramente alla riduzione della spesa farmaceutica, garantendo, infatti, abbattimento di sprechi e congruità prescrittiva con conseguente minimizzazione anche dei premi assicurativi, per palese riduzione di rischi ed errori terapeutici”, osserva Carta. Che fare? “Il farmacista deve uscire dalla farmacia e operare nei reparti, prescrizione e richiesta di farmaci devono essere rigorosamente informatizzate, tutto il percorso del farmaco va completamente blindato, con abbinamento farmaco-paziente utilizzando sistemi di identificazione tramite bar cod. La presenza del farmacista in reparto o in dipartimento permette di risolvere, in tempo reale, e direttamente, sul posto, qualsiasi problema riguardante la prescrizione, la gestione e la somministrazione del farmaco, compreso il controllo di eventuali reazioni avverse ad essa correlate. Non è altresì trascurabile il ruolo del farmacista in reparto anche nella sperimentazione di terapie innovative”.
 A garanzia di tutto ciò, per non perdere di vista l’intero percorso del farmaco, “il farmacista, però, deve stare unicamente sotto l’egida della farmacia e non del reparto. Il farmacista in reparto, inoltre, fornendo, la congrua educazione scientifica sul farmaco al paziente, e ai componenti del team assistenziale, esercita, di fatto, un apprezzabile controllo sia terapeutico che economico del farmaco. Il farmacista non va inteso, però, come economo di reparto ma quale soggetto, di supporto clinico, indispensabile per incrementare l’appropriatezza della prescrizione: con conseguente riduzione della spesa e del rischio d’errore. È peraltro evidente che, anche, il farmacista necessiti di specifici percorsi formativi, all’interno di un programma di aggiornamento continuo, al fine di ottenere appropriata specializzazione nelle varie patologie trattate in ospedale e nei vari recinti dipartimentali. È palese che, in un affidabile ospedale moderno, il fattore umano specialistico, sia l’elemento cardine di una seria politica di risparmio della spesa farmaceutica e di congruità assistenziale. Ma la struttura farmacia, per raggiungere i risultati sperati, è indispensabile venga dotata, anche, di un moderno sistema di prescrizione, distribuzione e somministrazione del farmaco: ottimizzando la gestione interna col controllo telematico degli ordini e l’uso della cartella elettronica. Va, certamente, in tale direzione il sistema di dose unitaria per la distribuzione del farmaco. La distribuzione monodose personalizzata è, già di per se, apprezzabile. Se poi viene inserita in un sistema blindato, e con identificazione farmaco-paziente tramite bar cod, diventa certamente una soluzione innovativa che merita indiscutibilmente la giusta attenzione in un Ospedale di eccellenza. La distribuzione tramite un macchinario computerizzato, concepito, infatti, per ridurre il numero dei passaggi tra i vari operatori, nella gestione del farmaco costituisce certamente un mezzo importante, non l’unico, per contribuire al miglioramento della risposta terapeutica in ospedale”, prosegue Attilio Carta. Il sistema ‘dose unitaria’ è indiscutibilmente valido per garantire la tracciabilità del farmaco, lungo tutto il suo percorso verso il paziente. Appare, invece, un po’ meno evidente l’incidenza diretta sul risparmio, che, teoricamente, è dato intorno al 10-20% ma, a tal fine, bisognerebbe operare in un ineccepibile e più ampio contesto organizzativo, superando, quanto meno, i confini aziendali. Non sono, pertanto, da sottovalutare, le risorse impegnate per lo sconfezionamento dei farmaci, l’attuale ridotto costo dei generici. In realtà, la dose unitaria è nata nei paesi anglosassoni, là dove la legge consente di dispensare i farmaci, al pubblico, in base alla sola quantità di cui il paziente ha bisogno, quindi sfusi, e l’industria li produce in confezioni multi dose, che non necessitano, quindi, di sconfezionamento. In Italia, invece, essendo obbligatorio confezionarli in ‘blister’, il loro sconfezionamento in dosi singole può apparire come una possibile criticità in quanto richiederebbe, addirittura, un impegno supplementare, non trascurabile, di risorse umane. L’uso dei generici, in Italia, tra l’altro, ha già abbattuto sensibilmente il costo dei farmaci. Da anni, infatti, sono immessi in commercio i farmaci generici che l’Oms definisce medicinali equivalenti, quindi intercambiabili, con il prodotto innovatore, originale, messi in commercio dopo che di quest’ultimo sono scaduti brevetto e certificato complementare di protezione. È indubbio che, in un mercato maturo, oltre al ruolo culturale, lo scopo principale, di questa scelta, sia quello di ridurre la spesa farmaceutica nel suo complesso”.


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