Cagliari, il piano del Comune: quattro milioni per le estreme povertà

L’amministrazione di centrosinistra spende un terzo del bilancio comunale per aiutare chi è in difficoltà. Rodin (Pd): “Grandi sforzi anche per l’emergenza abitativa”

I problemi sociali della cittadinanza sono stati al centro, questa mattina, della riunione svoltasi a palazzo Baccaredda. 

Ideato dalla Commissione per le politiche sociali presieduta da Fabrizio Rodin, l’incontro ha visto la presenza dei revisori dei conti del Comune di Cagliari, Aldo Cadau, Davide Marini e Francesco Salaris (quest’ultimo presidente del Collegio dei revisori), che hanno illustrato le spese alle quali il Comune di Cagliari fa fronte per risolvere innumerevoli problematiche sociali.  

 

Le spese per le politiche sociali – ha detto Fabrizio Rodin – sono circa un terzo delle spese iscritte nel bilancio comunale. La spesa prevista in bilancio per il 2014 ammontava a 42,5 milioni di euro, di cui 24 milioni derivanti da trasferimenti da parte di altri enti, prima fra tutte la Regione Sardegna“.  

 

Le poste più importanti riguardano la casa di accoglienza per gli anziani ma altresì, il Comune, si trova ad affrontare le problematiche relative all’accoglienza dei minori in condizioni di disagio, quelle dei disabili mentali o delle povertà estreme, solo per fare qualche esempio.

 

Basterebbe il dato sulle povertà estreme per rendere l’idea dell’impegno di spesa del Comune per l’emergenza abitativa e quella relativa alle nuove povertà: il Comune, infatti – ha detto Rodin – spende circa 3 milioni e 900 mila euro, diviso, a metà tra estreme povertà e il fitto casa“. 

La Commissione per le politiche sociali – conclude il Presidente – sta da tempo procedendo a un attento monitoraggio della spesa sostenuta dall’Assessorato per evitare gli sprechi e instaurare un proficuo dialogo tra tutti gli enti coinvolti“.

 

 

 


In questo articolo: