Cagliari, il nigeriano bloccato col taser dopo folli gimkane e un incidente in piazza San Michele (VIDEO)

Il 35enne fermato dai carabinieri con una scarica della pistola elettrica sulla Ss 130 ha creato scompiglio e caos con la sua Twingo. Doppia gimcana a San Michele, retromarcia e tentativo di fuga. Ma qualcosa va storto e centra l’auto guidata da una ragazza, che scappa terrorizzata: “Un tipo irrazionale e pericolosissimo, ha rischiato di travolgere anche uno dei carabinieri intervenuti per bloccarlo”. GUARDATE il VIDEO

Il trentacinquenne nigeriano fermato con una scarica di taser sulla Ss 130, dopo un lungo inseguimento, da parte dei carabinieri? Prima di essere bloccato dai militari ha seminato il panico nel rione cagliaritano di San Michele. Lunghi minuti di follia nel primo pomeriggio di ieri: l’uomo, al volante della sua Twingo, fa due gimcane subito dopo il semaforo di via San Michele, in direzione Is Mirrionis. Il guidatore di un pullman del Ctm è costretto ad inchiodare per evitare un semi frontale. Ma il nigeriano non si ferma e va avanti tra manovre rischiose e accelerate e frenate tra le auto, le moto e le bici che passano nella strada. Poi, centra in pieno un’utilitaria guidata da una ragazza, che fortunatamente non riporta nessun danno e ha la forza di scappare a piedi sino al marciapiede. Le telefonate alle Forze dell’ordine dei passanti inorriditi e spaventati sono tantissime, il 35enne fa un’ultima inversione vietata e scappa a tutto gas verso viale Monastir e via Ticca.
È lì che, poco dopo, verrà bloccato dai carabinieri, costretti ad un secondo inseguimento sino alla Ss 130, nella zona di Elmas, dopo aver chiesto il supporto di un secondo equipaggio. Fondamentale, per bloccarlo definitivamente, una scarica elettrica con il taser: “Ha fatto cose irrazionali e pericolosissime”, spiega, dal comando provinciale di via Nuoro, il comandante Michele Tamponi: “Ha rischiato di investire uno dei nostri uomini, è stato denunciato per resistenza. È stato pericoloso per l’incolumità di tutti”. E, a distanza di un giorno, emerge che “non si sa perchè abbia fatto tutto quello che ha fatto”. Dai dati in possesso dei militari, il nigeriano ha un permesso di soggiorno regolare e non lavora.


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