Cagliari, il fioraio “petaloso” e la crisi per la festa della donna

Intervista a Bruno Leoncini, fioraio e personaggio del giorno

Fresie petalose? “3 mazzetti 5 Euro”. “Rosselline a soli 4 euro” e sono di quelle “belle carnose e vellutate”. Così recitano i testi dei suoi cartelli: scritte eleganti con l’inchiostro blu, eppure in pochi se ne curano; la gente fila dritta, “non sempre compra. Anzi, acquista i fiori sempre più raramente”. Parola di Bruno Leoncini, storico fioraio di Cagliari che diventa il nostro personaggio del giorno. Non ha una sede signor Bruno, come in tanti lo chiamano con grande rispetto. Non ha un negozio e vende per strada. Di strade ne ha viste tante il signor Leoncini. Da 41 anni lavora in piazza XX Settembre ed anche oggi lo troviamo qui, all’angolo – sferzato dal vento e baciato dal sole – con via Sonnino. Passa un notaio, accanto ai vasi posti sul ciglio della strada, passa un avvocato che scompare in un vicino portone. Leoncini dialoga con chi si ferma per scambiar due chiacchiere. Passano una bella “pivella” con il suo amoroso, mano nella mano, lo sguardo della ragazza cade sulle rose rosse. “Non ci sono più gli uomini d’una volta che regalano i fiori alle donne, sa…” afferma il fioraio. Lui, che fin da ragazzo lavora in questo campo, tra i fiori e l’asfalto, che di fiori ne ha venduto e regalato tanti. Matrimoni, ricorrenze sacre, relazioni, ancora qualche tempo fa, venivano suggellate anche dai fiori freschi.

A proposito di compere è da ben 49 anni che signor Leoncini acquista fiori freschissimi per rivenderli. Si reca nelle serre, in giardini fioriti di grande bellezza dove un mondo laborioso di giardinieri fa parte di una attività in netto calo.

A 68 anni, il nostro personaggio del giorno, racconta i pro e i contro del suo lavoro.

“Pochissime persone, oggi, comprano i miei fiori. Davanti a questo spazio, la gente passa e fa le cosiddette spallucce” ribadisce sorridente.

“C’è anche molta concorrenza, ad esempio i ragazzi stranieri che vendono i fiori ai semafori, nei ristoranti, anche se io ho i miei clienti affezionati. Io pago le tasse, e ho le autorizzazioni comunali”.

Domanda provocatoria: lei, quanto guadagna?

“Puliti? Al massimo 50 euro al giorno, tolte le spese e le tasse”.

Il suo è un lavoro in via di estinzione?

“Eh sì, pensi che anche molte serre causa la crisi economica hanno già chiuso. Ricordo ad esempio l’azienda Midiflor e la Berri”.

Avevano sede in Sardegna?

“Esistono ancora ma forse lavorano poco, cercano di sopravvivere perché la produzione di fiori è nettamente calata”.

Cosa augurerebbe ai nostri lettori per la Festa della Donna?

“Spero anzitutto di poter lavorare bene. Che i Cagliaritani acquistino i miei fiori, perché poi, sono a buon prezzo. Contribuirebbero a riattivar la tradizione del dare e del ricevere amore”.