Cagliari, il dolore di Dario Giagoni: “La figlia che aspettavamo non è nata, grazie a chi ci è stato vicino”

La sua compagna aspettava una figlia, ma non è mai venuta alla luce. Il capogruppo sardo della Lega rende pubblico il suo dramma: “Ci sono prove della vita che non si dovrebbero mai affrontare, grazie a tutti quelli che ci sono stati vicino”

Un dolore immenso, non riuscire a stringere tra le braccia una nuova vita. Dario Giagoni, capogruppo sardo della Lega in Regione, ha deciso di raccontare, con tanto di post pubblico su Facebook, il dramma che ha vissuto insieme alla sua compagna: la loro figlioletta, purtroppo, non è mai venuta alla luce all’ospedale di Olbia. E Giagoni, con una lunga lettera, racconta il dramma e, contemporaneamente, ringrazia il personale medico della struttura olbiese e quanti, in questi mesi indubbiamente difficili, sono stati vicino a lui e alla sua compagna: “Ci sono prove della vita che nessuno dovrebbe mai affrontare. La notizia di un figlio che arriva è una gioia immensa quanto profondo è il dolore per la fine di quel sogno. È accaduto a me e alla mia compagna, due persone come tante che vivevano con entusiasmo, ogni giorno, passo dopo passo, la prospettiva di diventare genitori per la prima volta. Questa strada si è interrotta, ma non ha lasciato solo un grande vuoto. Resta l’amore di tutte le persone che ci sono state e ci sono vicine. Voglio ringraziare il personale sanitario dell’ospedale Giovanni Paolo II, di Olbia, per la grande professionalità e soprattutto per l’umanità che è il vero valore aggiunto dell’assistenza sanitaria della nostra Isola. Un grazie di cuore in particolare ai medici, al direttore del reparto di Ostetricia e Ginecologia, Antonio Rubattu, alle ginecologhe, Iside Derosas e Cristina Nocco, l’anestesista, Dina Cherchi, che ci ha accompagnato ad ogni passo, sino all’ultimo, e ancora i dottori Giovanni Devinu, Giulia Nardone, Angelo Vannini e Francesca Fiori. A tutte le ostetriche, gli infermieri e gli Oss”.

 

“La qualità di un sistema sanitario e delle cure”, sottolinea Giagoni, “si misura anche e soprattutto dalle persone che ogni giorno lavorano con amore e passione”. 


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