Cagliari, il Comune non fa partire i cantieri: beffati ottanta lavoratori

Mai partiti 14 cantieri Lavoras su 20. Geometri, assistenti sociali, operai a casa senza stipendio e senza poter fare altri lavori. “Una situazione vergognosa e imbarazzante per il Comune che dimostra di non aver chiaro il valore delle risorse umane e professionali che hanno scelto di mettere a disposizione dell’amministrazione le proprie competenze”

Ottanta lavoratori in attesa dell’apertura dei cantieri. Ma il Comune non li sblocca. Protesta il centrosinistra in consiglio comunale. “Nel 2018 il Comune di Cagliari insieme ad altri centinaia di comuni della Sardegna partecipa al bando LavoRAS e riceve dalla regione 2,3 milioni di euro per assumere a tempo determinato 164 lavoratori e professionisti divisi in venti diversi cantieri temporanei in capo ai servizi lavori pubblici, edilizia privata, attività produttive etc etc.
Si tratta di geometri, ingegneri, architetti, impiegato amministrativo, archivisti, programmatori, psicologi, assistenti sociali, fotografi, traduttori, meccanici, custodi, operai, addetti all’accoglienza per 8 mesi e un impegno medio di 20 ore a settimana.

A novembre 2019 l’Aspal pubblica la graduatoria dei candidati che potranno iniziare la loro esperienza lavorativa in Comune e da gennaio di quest’anno viene chiesto ai lavoratori di firmare l’accettazione e scegliere a quale cantiere voler effettivamente lavorare. La condizione è che continuino a mantenere lo stato di inoccupazione fino alla firma del contratto e per i mesi di lavoro per il comune.

I cantieri di lavoro sarebbero dovuti partire tutti all’inizio del 2020 ma ne sono stati avviati solo 6 dei 20 cantieri previsti.

Da allora un continuo rimpallo di responsabilità. Due interrogazioni da parte del centrosinistra (primi firmatari Marzia Cilloccu e Matteo Lecis Cocco Ortu) e incontri formali e informali con il presidente del consiglio comunale e con il sindaco ma una situazione in stallo ancora a ottobre.
Un comitato dei lavoratori che da mesi sono in attesa di notizie e a cui il comune centellina le informazioni ha iniziato una mobilitazione pacifica con pec e accessi agli atti per capire meglio la propria situazione e avere risposte: da mesi non possono accettare altri incarichi perché incompatibili con la dichiarazione di disoccupazione richiesta dal bando dei progetti regionali.

La preoccupazione aumenta perché nel frattempo la regione ha pubblicato il nuovo bando per i cantieri LavoRAS con scadenza 15 ottobre e la preoccupazione è che i fondi stanziati nel 2018 possano scadere il 31 dicembre 2020 se non si avvieranno i cantieri di lavoro.
Dal comunicato dei rappresentanti dei lavoratori in attesa di iniziare i cantieri LavoRAS si legge che “alla base dei gravi ritardi un rimpallo di responsabilità fra il Comune e l’Assessorato al Lavoro regionale: il primo afferma che i restanti 14 cantieri non potrebbero partire per la mancanza di alcune figure professionali, non ancora individuate, e per problemi contabili-amministrativi; il secondo sostiene la possibilità di superare queste criticità tramite il coinvolgimento dei RUP, Responsabili Unici dei Procedimenti.

Incomprensibile questa estenuante attesa in un periodo di emergenza sanitaria ed economica come quello che stiamo attraversando e nonostante l’annunciata carenza di organico che il Sindaco vorrebbe risolvere con fondi comunali, a discapito di fasce deboli di lavoratori in attesa di essere reinseriti nel mondo del lavoro.”

Oggi, con un ritardo estenuante, la situazione sembra iniziare a sbloccarsi, con una nota informativa del sindaco Truzzu al comitato in cui descrive lo stato di attuazione dei diversi cantieri e ne annuncia il prossimo avvio.

Una situazione vergognosa e imbarazzante per l’amministrazione che dimostra di non aver chiaro il valore delle risorse umane e professionali che hanno scelto di mettere a disposizione del Comune le proprie competenze lavorative. Una situazione ancora più preoccupante nei mesi in cui si rinviano di mesi e mesi le prove preselettive  per le nuove assunzioni , sancendo nei fatti una grave carenza di personale nei prossimi anni non essendo in grado di sopperire in tempi adeguati alle decine di nuovi pensionamenti già previsti e programmati”.


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