Cagliari, il cimitero immerso nel degrado: “Cittadini fratturati e costretti a fare slalom tra i rifiuti”

La parte bella del camposanto di San Michele? Subito dopo l’ingresso, poi inizia il degrado tra mattonelle saltate, tubi rotti e discariche accanto alle scalinate. Anna Maria Cadone: “Caduta per colpa di un lastrone di cemento staccato, ero già stata operata al menisco. Eppure i soldi ce li hanno, il rinnovo della tomba di papà mi è costato 750 euro”. Stefano Fenu: “I bagni devono essere totalmente riparati, ci sono visitatori che si sono fatti male e che si sono lamentati per i furti e il poco personale”

La regola è andarci per trovare i propri cari defunti, non per raggiungerli nell’aldilà. Ma al cimitero di San Michele di Cagliari, frequentato soprattutto da anziani, farsi il segno della croce quando si varca l’ingresso sembra essere diventato quasi come una moda. Mattonelle e lastroni spaccati o, bene andando, saltati, rifiuti un po’ ovunque, intere aree senz’acqua e, a poca distanza, pozzanghere e laghi che si formano per colpa delle fogne ostruite. I bagni, gli unici, all’ingresso del camposanto, meritano un discorso a parte alla voce incuria. Dopo il blitz di “Tziu Lai” arrivano, purtroppo, le conferme delle situazioni di degrado. Anna Maria Cadone, cagliaritana, ha 67 anni e ogni tanto va a fare visita al padre, alla madre e al suocero. I primi due riposano in due bare messe dentro lo stesso loculo: “Fila 41 D, è proprio lì che, in occasione della ricorrenza della loro scomparsa, sono caduta e mi sono fatta molto male. C’era un lastrone in cemento non attaccato al pavimento. Cinque centimetri di dislivello, sono caduta e ho sbattuto le ginocchia, proprio dove avevo subìto una delicata operazione. Ho zoppicato per giorni, mi hanno salvato le pomate e il ghiaccio”, racconta la donna: “I rifiuti? Sono ovunque, e se non si sta attenti c’è il rischio di ferirsi per i tanti ferri che spuntano dai muri divisori”. Per non parlare dei furti: “Dal loculo di mio suocero sono spariti due volte i vasi di rame, sul muro di cinta finale del cimitero tante lapidi sono rotte. Due settimane fa sono andata per rinnovare la concessione trentennale della tomba dei miei genitori, ho pagato 750,94 euro. Penso che, tra i miei soldi e quelli dei tanti funerali, le risorse per riparare il cimitero ci siano, perchè il Comune non fa nulla?”.
I visitatori si lamentano, i fiorai esterni non sorridono, come spiega Stefano Fenu: “Tanti si lamentano del degrado del camposanto, noi lavoriamo fuori e non abbiamo responsabilità o competenze. Ci sono dei miei clienti caduti durante le visite ai propri cari”, racconta, “e ormai non conto più le lamentele legate ai furti dei fiori e alle condizioni, obbrobriose, dei bagni interni, che hanno bisogno già da anni di un serio intervento di ripristino. Purtroppo è vero”, ammette Fenu, “tra le bare e le lapidi ci sono anche i rifiuti, penso sia colpa della mancanza del personale”. E, da buon conoscitore del camposanto di San Michele, il fioraio non se la sente di dare tutte le colpe solo a chi dovrebbe controllare, pulire e riparare: “Anche gli utenti devono fare la loro parte, magari lasciando meno rametti e fiori secchi”. Ma di sicuro, chi va a trovare i propri cari non può portarsi dietro cemento e cazzuola per riparare i pavimenti saltati o i tanti, troppi muri scrostati.


In questo articolo: