Cagliari, il calvario di un bimbo con la leucemia: “14 ore di inutile attesa al Microcitemico per un’anestesia”

Ha una leucemia acuta, Samuele, 12enne sardo. La mamma, Sara, racconta l’odissea vissuta tra il reperto di Oncoematologia pediatrica e il Brotzu: “Lunghissima attesa per il prelievo del midollo, non sta bene da giorni e qualcosa sta distruggendo i suoi globuli rossi”. E, alla fine, l’intervento viene rimandato

È giovanissimo e già lotta contro una “leucemia linfoblastica acuta”, un dodicenne sardo. Si trova ricoverato al Microcitemico e l’attesa per essere sottoposto a un prelievo di midollo è mostruosa. Più di mezza giornata a sperare, rigorosamente a stomaco vuoto, di essere portato al Brotzu. La mamma, Sara, ha denunciato il fatto all’associazione Asgop, diretta da Francesca Ziccheddu. Una storia, purtroppo simile a tante altre, di piccoli malati che vivono situazioni di stress e paura. La Ziccheddu precisa che “abbiamo ricevuto la segnalazione di una mamma in attesa si sapere se suo figlio potrà accedere alla procedura di valutazione del midollo. La pubblichiamo di seguito per richiamare ancora l’attenzione sull’urgenza di agire”. Ecco, di seguito, il racconto.
 “Ciao io sono Sara la mamma di Ismaele. Ismaele ha 12 anni e a gennaio del 2021 gli è stata diagnosticata una leucemia linfoblastica acuta. Da qualche giorno non sta bene, ha i sintomi di un’ emolisi, vuol dire che qualcosa sta distruggendo i suoi globuli rossi e vorremmo capire che cosa. Siamo in attesa di fare un prelievo del midollo perché Ismaele ha bisogno e urgenza di capire cosa sta succedendo al suo midollo”. Parla Ismaele: “Sono a digiuno da mezzanotte. Io sono qui e sto morendo di fame. Non mangiare per 14 ore è una cosa molto impegnativa soprattutto per i ragazzini di dodici, dieci o sei anni che devono fare il digiuno. Sto aspettando una chiamata per fare l’anestesia ma questa chiamata non è ancora arrivata”. E, almeno per oggi, niente anestesia e intervento: “Dopo una attesa inutile di circa quattordici ore è stato tutto rimandato a domani”, informa la Ziccheddu. “Purtroppo, non è la prima volta che capita una riprogrammazione della procedura: sono molto dispiaciuta, il bimbo e la mamma sono molto preoccupata. Serve, con la massima urgenza, una soluzione per garantire le cure nel nostro ospedale”.


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