Cagliari, il blitz dei vigili: “Pesce venduto fuori orario al mercato ittico: ora basta con l’anarchia”

Eccoli, i motivi del blitz di polizia Locale, guardia costiera e Ats tra i banchi di viale La Playa che ha scatenato le proteste di venditori e compratori: “Molto pesce venduto ben prima delle 4:10, il mercato è una struttura pubblica e non la casa di 30 operatori. Qualcuno ci ha detto che il pescato rimasto dopo le vendite fuori orario viene proposto a prezzi più alti”

Pesce venduto fuori orario, anche molto prima delle 4:10, ora di inizio delle vendite, soprattutto ai grossisti, con i “piccoli” titolari di attività commerciali costretti ad acquistare le rimanenze, in alcuni casi a prezzi più alti. §2 quanto è stato scoperto dagli agenti della polizia Locale, dagli uomini della guardia costiera e dell’Ats durante il blitz nel mercato ittico di viale La Playa a Cagliari. Un controllo che ha portato a molte polemiche, sia da parte dei venditori sia da parte degli acquirenti. Gli agenti, guidati dal comandante Guido Calzia, non hanno staccato nessuna multa: i trenta operatori hanno chiesto di avere un incontro con la direttrice e il dirigente del mercato. “Volevamo capire con i nostri occhi cosa stava succedendo, da tempo ci sono problemi tra gli operatori e chi compra all’ingrosso”. Lamentele, arrivate alle orecchie degli agenti, legate proprio all’orario di inizio delle vendite: “Agli operatori non è piaciuto essere controllati, ma noi dobbiamo far rispettare le regole, da tempo c’è anarchia. Ci sono degli operatori che non hanno rispettato il regolamento, alle 4:10 molto pesce era già stato venduto e i dettaglianti avevano a loro disposizione solo il pesce rimasto”. Spigole, orate, merluzzi, salmoni e frutti di mare che, come emerso grazie alle dichiarazioni fatte da qualche compratore, vengono venduti “a somme superiori”.
Ora, però, è scattato il giro di vite: “Gli operatori dovranno formulare le loro proposte. La direttrice e il dirigente le faranno avere all’amministrazione comunale. Sul mercato ittico, una struttura interamente pubblica”, ricorda Calzia, “bisogna fare assoluta chiarezza, non è la casa degli operatori”. Ma, appunto, un mercato di tutti.