Cagliari, i fiorai del cimitero con l’acqua alla gola: “Chioschi e piazza nuova subito o faremo la fame”

Le vendite sono crollate subito dopo i giorni dedicati ai morti, e nel piazzale esterno del camposanto di San Michele regnano radici e mattonelle spaccate: “Il Comune ci dia più dignità, in tutti gli altri cimiteri i fiorai hanno chioschetti attrezzati e riescono, addirittura, a incuriosire anche i turisti. Solo qui siamo indietro di 30 anni”

Lo sognano bello e ordinato come quello dove i loro colleghi, in Sardegna ma anche nel resto dell’Italia, lavorano ogni giorno e hanno le casse più piene. I fiorai del cimitero di Cagliari ritornano alla carica e chiedono al Comune “di riqualificare il piazzale esterno e costruire subito dei chioschi attrezzati”. Un miraggio lungo decenni, in passato l’amministrazione comunale aveva tirato giù la bozza di un progetto, rimasto poi un sogno, per un restyling completo, che avrebbe anche portato a una rivoluzione nella zona dei parcheggi. Ma, poi, non c’è mai stata nessuna firma ufficiale. E oggi, chi vende crisantemi o roselline è alla canna del gas: “Sono tanti, tanti anni che chiediamo al Comune il rifacimento del piazzale e dei chioschi attrezzati per farci lavorare dignitosamente. Tra sole, freddo e pioggia siamo sempre esposti a qualunque tipo di danno, e come se non bastasse dobbiamo lottare contro la crisi e gli affari, sempre più bassi, anche per colpa di Covid e guerra in Ucraina”, afferma Andrea Fenu, storico fioraio del cimitero di San Michele: “Stiamo per fare la fame, vogliamo uno spazio ordinato e carino per avere più clienti e incuriosire anche i turisti, come capita in altre città. Qui a Cagliari, purtroppo, siamo indietro di almeno trent’anni”.
Tra i giovani sardi che hanno scommesso sulla vendita di fiori ai parenti dei defunti c’è Matteo Vacca: “Oltre alla grave crisi che ci sta pian piano ammazzando, c’è la necessità che l’amministrazione comunale ci aiuti in modo concreto”. Come? “Con i chioschi attrezzati, per poter vivere e lavorare, meglio, in una piazza nuova e più pulita. Tutti i miei colleghi degli altri cimiteri sono già attrezzati da tempo, qui per quanti anni dovremo ancora attendere?”.


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