Cagliari, i dipendenti del Brotzu vanno in tribunale: “Niente buoni pasto per chi lavora più di 6 ore al giorno”

La lunga battaglia per avere i ticket per mangiare in mensa approda al palazzo di giustizia. A capeggiare la rivolta la Uil: “Negare il sacrosanto diritto al pasto è eccessivo, non ci resta altro che rivolgerci ai giudici”


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Si aprono le porte del tribunale per la battaglia tra i lavoratori, spalleggiati dalla Uil-Fpl , e il Brotzu, per i buoni pasto non erogati a chi fa turni superiori alle sei ore al giorno. Una battaglia che va avanti da tempo. Ora, come si legge nel documento firmato dai segretari aziendali Fabio Sanna, Antonina Usala e Stefano Trogu, il tempo delle lettere e delle richieste sembra proprio essere esaurito: “Il diritto al buono pasto sostitutivo per ogni turno superiore alle sei ore è confermato anche dalla corte di Cassazione con una sentenza del primo marzo 2021 e ribadito da tutte le sentenze della stessa corte sull’argomento. Preso atto che, nonostante ciò, la nostra azienda è storicamente tra le prime e uniche a livello nazionale, alla pari del Sant’Orsola di Bologna e poche altre, a garantire cucina e mensa interna, per pazienti e lavoratori”, ma “ora si è categoricamente rifiutata di estendere il diritto al pasto garantendolo realmente, col buono sostitutivo, per i turni non diurni o festivi a tutti i lavoratori”, parte la battaglia. “Ancora più grave è il ‘complice’ tombale silenzio da parte di tutte le autorità competenti territoriali, regionali e persino nazionali in materia di tutela dei diritti dei lavoratori. Praticamente il Brotzu, dai primi posti per oltre quarant’anni nel garantire il diritto al pasto ai suoi lavoratori, è recentemente precipitata agli ultimi posti, infischiandosene dei diritti e delle sentenze nazionali in merito. Valutato che è rimasta senza riscontro anche la specifica diffida avanzata dall’ufficio legale della UIL-FPL, datata 24 marzo 2023, e che nemmeno gli organi Ispettivi preposti hanno risposto, per vedere garantiti tutti i diritti dei lavoratori di un baluardo sanitario pubblico come il Brotzu, i cui operatori sono vergognosamente i meno pagati e più bistrattati della Sardegna, non ci resta altro che rivolgerci alla autorità giudiziaria”.
“È triste pensare che le eccellenze sanitarie non si debbano più gestire nelle loro sedi istituzionali, bensì nelle aule dei tribunali e che i giudici si debbano sostituire alle stesse amministrazioni, come quasi dei commissari. Dobbiamo a tutti i costi aspettarci un’altra emergenza sanitaria pandemica per ricordare a tutti l’importanza e l’elevata professionalità degli operatori della sanità pubblica, ormai già dimenticati da chi ha responsabilità di gestione e governo della salute pubblica?, incalzano Sanna, Usala e Trogu. “Va comunque evidenziato che i lavoratori del Brotzu, pur rappresentando un’eccellenza sanitaria di rilevanza nazionale e costituendo il maggior baluardo della sanità pubblica isolana, notoriamente, sono i meno pagati e più bistrattati dell’intera Sardegna” e, quindi, “negare loro anche il sacrosanto diritto al pasto appare proprio eccessivo. La Uil-Fpl non mollerà mai e insisterà in tutti i gradi di giudizio”.


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