Cagliari, i benzinai beffati e all’asciutto: “Migliaia di euro persi perchè abbiamo abbassato i prezzi”

No, non è uno scherzo. Il taglio di 25 centesimi deciso dal Governo ha obbligato i gestori dei distributori a scendere subito sotto i due euro. Pierluigi Margiotta: “Quattromila euro in fumo, chi me li rende? Guadagno sempre 3 o 5 centesimi al litro, ci vorranno mesi per riprendermi”. Massimiliano Argiolas: “Addio a duemila euro, sono imbufalito: una perdita enorme e ora un litro di benzina lo faccio pagare 1,82”

I clienti hanno iniziato a risparmiare, loro a perdere. Eccola, l’altra faccia del taglio delle accise di 25 centesimi deciso dal Governo per la benzina. I gestori dei distributori di carburante hanno dovuto “svendere” migliaia di litri di “oro nero”, e sono andati sotto. E di molto. Si parla di perdite di migliaia e migliaia di euro, una beffa che fa il paio con chi, tanti, li ha bollati come “furbetti” quando per un litro di verde senza piombo o di diesel bisognava scucire anche due euro e trenta centesimi. A Cagliari e provincia la rabbia è tanta. Pierluigi Margiotta gestisce è un giovane benzinaio di Dolianova: “Le accise sono state diminuite il 22 marzo, il problema è stato il prodotto in giacenza sul quale avevo pagato già le accise piene. Ho perso quattromila euro, nessuno me li rimborserà”, afferma. Oggi, da lui, in via Cagliari, un litro viaggia tra 1,72 e 1,75 euro: “Oltretutto, a distanza di giorni l’agenzia delle dogane ha specificato che dovevo smaltire ciò che avevo nelle cisterne. Per paura di controlli e non capendo la situazione ho abbassato i prezzi. L’ammanco è importante, per recuperarlo serviranno mesi di lavoro e incasso sempre il solito: tre centesimi al litro al self, cinque al servito. E i clienti sono crollati del 50 per cento nell’ultima settimana”. Colpa della crisi? “Sì, ma anche del senso unico introdotto proprio nella mia strada”.
A Cagliari, in piazza Repubblica, Massimiliano Argiolas è furioso: “Duemila euro persi, avevo in giacenza 5500 litri di benzina, e non sono neanche tanti. Sono stato costretto ad abbassare i prezzi per decreto e la mia compagnia, all’inizio, mi ha pure detto che ero libero di mettere il prezzo che volevo”, dichiara. “Ne ho parlato con il mio avvocato, mi ha detto che dovevo subito abbassare i prezzi. Ora un litro di gasolio costa 1,78 euro, 1,82 per la stessa quantità di benzina. Non so chi mi renderà i denari persi”, sbotta, “la perdita, per me, è enorme, pari ad uno stipendio e mezzo. A chi ci ha definito ladri e furbetti rispondo dicendo che, anche noi, siamo vittime, proprio come gli automobilisti”.


In questo articolo: