Cagliari, guerra dei rifiuti al mercato: “Vogliono farci pagare 35 euro per smaltire carne e pesce”

Tensione alle stelle tra i duecento boxisti. Le teste dei pesci e le ossa dei maiali trattati come “rifiuti speciali” e, col porta a porta, bisogna pagare un extra per smaltirli: “È un salasso, siamo pronti a bloccare il mercato”

La proposta arriva da una ditta privata, e “radio mercato” dice che sia stata mandata dal Comune. Trentacinque euro più Iva al mese, o 7,50 euro per ogni singola volta che è necessario disfarsi degli scarti di carne e pesce: così si legge nella lettera recapitata ai duecento boxisti del mercato civico di San Benedetto. Macellai e pescivendoli, la differenza non c’è: l’intestino o la testa di un muggine così come le cartilagini o le ossa di un maiale sono “rifiuti speciali” e, col porta a porta già attivo nel rione cagliaritano di San Benedetto, all’interno del mercato non si fa la differenziata. Ma, presto, tutto potrebbe cambiare. La lettera è già arrivata a tutti gli operatori, e loro hanno chiesto lumi al Comune: “Ci è stato risposto che non sanno cosa si potrà fare, dobbiamo solo attendere ma una cosa è certa, non siamo disposti a subire questo ulteriore salasso, abbiamo già tantissime spese. La nostra proposta è di piazzare un’isola ecologica dentro il mercato, gli spazi non mancano”, dice Massimo Ruggiu, portavoce dei pescivendoli. “Siamo pronti a bloccare tutto e scioperare”.

E anche i suoi colleghi viaggiano sulla stessa lunghezza d’onda. Roberto Cois, macellaio da decenni a San Benedetto, è furioso: “Ho fatto due conti, dovrei pagare seicento euro in più al mese perchè produco tantissimi scarti. Questo è un salasso in piena regola, in passato abbiamo già pagato sessantacinque euro al mese ad un’altra società, come tutti getto i rifiuti nella benna”, afferma. Un altro suo collega pescivendolo, Maurizio Piombini, 56 anni, stringe la lettera-offerta tra le mani: “Un progetto che lascia a desiderare, un intestino di un pesce lo consideri rifiuto speciale? Io ho un contenitore dove metto tutto l’indifferenziato. Trentacinque euro di base al mese? Non ho fatto calcoli, al massimo bisogna valutare più proposte. Pago la Tari e tutto il resto, per lavorare quattro ore al giorno il Comune mi chiede trecento euro al mese”.


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