Cagliari, guarda la Juventus: non è facile sostituire i pezzi forti

L’analis di Nino Nonnis

Di Nino Nonnis

Non è facile sostituire i pezzi forti. Ho visto la Juve e ho pensato al Cagliari. Non è facile sostituire i pezzi forti, si chiamino Vidal o Nainggolan. In più la Juve non ha Zeman con le sue qualità di alchimista. Sino ad ora le è mancata la fisicità, anche se la durezza di gioco l’ha conservata. Fa parte anche quella dello stile Juve. A sentire loro l’arbitro prende sempre fischi per fiaschi, ad ogni contrasto: attorniano l’arbitro, che li sta educatamente a sentire. Lo contestano in maniera vistosa, con gesti plateali di disaccordo, sono abituati così. Mi sono sempre chiesto come mai con Cossu sia sempre scattata immediata l’ammonizione. Presumo che il nostro gli cercasse subito la mamma, cun sa calàra di Is Mirrionis, in sardo ovviamente. La Juve ha dominato questi quattro anni sfruttando anche l’inconsistenza delle rivali. Ha comprato molto bene sul mercato, prendendo dei campioni, mentre le milanesi facevano il pieno di doppioni privi di classe adeguata. Ogni anno una nuova infornata. In più il Milan gli ha regalato Pirlo. La Roma mi è apparsa invece trasformata, anche come modulo di gioco. Ha giocato in maniera compatta, aggredendo subito gli avversari senza lasciare spiragli. Pogba non ha trovato spazi agevoli per la sua falcata. Meglio così, avremo un campionato aperto con possibilità per molti. Ho visto il Torino e mi sono ricordato che Ventura era stato segnalato sulla rotta per Cagliari. Invece era venuto solo per visitare Carloforte. Sta facendo grandi cose a Torino, perché sarebbe dovuto andare in B? È riuscito a mascherare le carenze di Avelar, esterno in una difesa a tre, con compiti di spinta offensiva. Se penso che anche io, prima di vederli in azione, ho sperato in Zeman, in lui ho creduto, ho sperato in Longo un cognome che a Cagliari vanta grandi tradizioni: in Capello, che non so ancora se sia destro o sinistro: in Caio Rangel, che non ha colpe. In Farias non spero troppo neanche quest’anno. Fa cose belle, ma non ha continuità, non l’ha mai avuta, anche perché ha sempre fatto molta panchina. Con la squadra di quest’anno ci saremmo potuti salvare, speriamo di risalire contando anche sul fattore ambientale. A parte qualche frangia che vuole omologarsi, siamo ancora uno dei migliori pubblici d’Italia, fuori e dentro lo stadio. Il famoso stile Cagliari. E che diamine, traducete pure diamine, siamo pur sempre dei nobili decaduti, un tempo si levavano il cappello al nostro passaggio. Dimenticavo: la Primavera, quest’anno, ci darà soddisfazioni.

 


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