Cagliari, gli agenti della Municipale in sciopero: “Follia andare in pensione a 67 anni, siamo stressati e dimenticati dallo Stato”

In prima linea in città, soprattutto nel periodo Covid, ma “senza le tutele che vogliamo”. I poliziotti pronti a scioperare, già fissata la data. Giorgio Zangaris: “Non rientriamo nelle categorie usuranti, però lo Stato vuole il nostro aiuto ogni giorno, siamo sempre per strada: abbassate l’età della pensione, il nostro è un lavoro molto usurante che ci espone a rischi”. GUARDATE la VIDEO INTERVISTA

Sono 215, a Cagliari, gli agenti di polizia Municipale. E molti di loro, sabato prossimo, incroceranno le braccia e sciopereranno, dalle 10 alle 13, andando ad occupare piazza del Carmine e piazza Ingrao. Il motivo? Più di uno: si va dalla tutela legale in caso di situazioni, anche gravi, capitate durante i turni di lavoro, sino all’adeguamento delle indennità al 100%, cioè gli stessi soldi che vengono attualmente garantiti dallo Stato a tutte le forze di polizia, passando per lo sblocco delle assunzioni e il riconoscimento del lavoro di agente municipale come “gravoso e usurante”. La rabbia è tanta, ed è ben manifestata da Giorgio Zangaris, referente per Cagliari del sindacato Sulpl: “Come al solito stiamo assistendo a un film già visto. C’è una riforma attesa da 30 anni, quando si arriva alla resa dei conti si traduce in una debacle. Tutte le volte che abbiamo provato a raggiungere il risultato la legge si è interrotta. C’è un testo uscito dalla commissione parlamentare che è stato stravolto dal Ministero”, dice Zangaris: “Chiediamo gli stessi diritti delle altre forze di polizia, corriamo gli stessi rischi e siamo impegnati a tutelare la comunità, sulla strada, ogni giorno. Durante gli anni del Covid siamo stati in una linea avanzata rispetto agli altri, soprattutto nei grandi centri. Lo Stato ha approfittato delle nostre competenze e capacità ma non ci riconosce i diritti. Andiamo in pensione a 67 anni come gli altri dipendenti comunali, le altre forze di polizia hanno ordinamenti che gli consentono di uscire prima”.
“Ma anche noi facciamo un lavoro usurante e anche stressante, non lo nego. La dignità, nel lavoro, è importante”, attacca Zangaris. “Non siamo stati inseriti nelle categorie usuranti, una doppia beffa”. E c’è anche spazio per chiedere un ritocco degli stipendi, ovviamente al rialzo? “Sullo sfondo c’è anche questa richiesta, siamo tutti lavoratori. Ma ora puntiamo l’indice contro la disparità di trattamento che stiamo continuando a subire”.


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