Cagliari, genitori in rivolta: “Una mega antenna installata troppo vicino alla scuola materna”

Sul tetto di una casa spunta in ripetitore telefonico, la distanza dall’istituto di via Dublino sarebbe irrisoria e le famiglie sbottano: “Non si sa se possa inquinare, nella stessa via ce n’è già un’altra. Siamo doppiamente preoccupati per i nostri figli”

Una maxi antenna posizionata sul tetto di una palazzina di via Dublino, nel rione cagliaritano di Genneruxi, porta un gruppo di genitori dei bimbi che frequentano la vicinissima scuola materna a scrivere una lettera per esprimere tutto il loro disappunto e preoccupazione per la presenza del ripetitore telefonico. A fare da portavoce è Luca Crabu, papà di un alunno: “Ci sono 4 sezioni, parliamo di decine di bambini, ma di sono anche residenti contrari”. Crabu e gli altri genitori e abitanti dell’area sostengono che le “distanze minime” non sarebbero state rispettate. Ecco, di seguito, alcuni stralci della lettera.

“Montano le proteste dei residenti e dei genitori dei bambini per la nuova mega antenna che è stata posizionata a poco più di 10 metri dalla scuola dell’infanzia di via Dublino, a Genneruxi. Il grande ripetitore, posizionato sul tetto della palazzina confinante proprio con lo spazio verde dell’asilo dove quotidianamente i bambini giocano” per i genitori  “violerebbe palesemente le distanze minime di sicurezza, sancite sia dalla normativa vigente che dai protocolli d’intesa tra Comuni e società di telefonia mobile, per l’installazione di apparecchi di questo tipo nei pressi di asili, scuole, ospedali e altre tipologie di edifici pubblici. Tale distanza è stabilita infatti in 100 metri rispetto a tali siti, con un’emissione massima stabilita in max 6 volt/metro. Proprio perché ad oggi la comunità scientifica non è ancora in grado di confermare le conseguenze dell’inquinamento da elettromagnetismo sull’uomo, vige il dovere di tutti, privati e pubblico, alla tutela della salute, diritto sacrosanto, sancito dalla Costituzione all’articolo 32, secondo il quale ‘la Repubblica tutela la salute come fondamentale diritto dell’individuo e interesse della collettività'”.

“Perché, se esistono dei limiti di legge per l’installazione di tali ripetitori telefonici questi non vengono rispettati? Quanto ancora deve crescere questo ‘business’ tra compagnie telefoniche e amministrazioni condominiali considerato il gran numero di ripetitori spuntati in città negli ultimi anni? Dove vogliamo arrivare? Vari esposti stanno dunque partendo indirizzati al Comune e alle autorità preposte per verificare non solo la violazione della suddetta distanza, ma anche per accertare se il palazzo in questione abbia la concessione di agibilità per supportare con sicurezza una tale mega struttura sul proprio tetto. Esistono già sentenze a favore della disinstallazione di apparecchi montati in violazione delle distanze di sicurezza e su queste faremo leva, fino ad arrivare al giudice A
Amministrativo se dovesse essere necessario. Nella stessa via è già presente, a circa cento metri, un’altra mega antenna, identica a quella in questione, piazzata sul tetto di un’altra palazzina. Questo crea una doppia preoccupazione per tutto il quartiere”.