Cagliari, genitori furiosi per i nuovi menù delle scuole: “Assurdo dare piadine, pizze o piatti unici”

Fusilli al ragù e niente secondo, oppure piada preconfezionata con prosciutto e formaggio, o ancora spicchi di “margherite”. Mamme e papà sul piede di guerra contro il Comune: “Dove sono i classici primi e secondi per i nostri figli? Non c’è nemmeno il timbro dell’Asl e l’amministrazione comunale si difende dicendo che, tanto, è un esperimento”


Per le ultime notizie entra nel nostro canale Whatsapp

Menù senza il timbro dell’Asl, ma è il minimo, affisso sulle bacheche di tutte le classi che appartengono all’istituto comprensivo Giusy Devinu di Cagliari, con tanto di piatti già proposti a bambini e bambine. Che, dopo avere assaggiato piatti sicuramente buoni ma giudicati “insufficienti”, hanno protestato dai genitori. E le mamme e i papà, a loro volta, hanno mandato diverse email di reclamo al Comune. Ma cosa è successo? È successo che è stato proposto un menù “sperimentale. Qualche esempio? Pizza con parmigiano, pasta alla carlofortina, fusilli al ragù (carne, quindi niente secondo previsto), piadina con prosciutto cotto e edamer, piselli e carotte surgelati, stesso discorso (surgelati) per le platesse. Una “dieta” che viene bocciata da molti genitori e che ha portato, la settimana scorsa, ad un incontro-scontro tra i rappresentanti d’istituto e l’assessora comunale all’Istruzione, Marina Adamo. Da un lato la piena contestazione di prodotti, spesso nemmeno freschi, dal’altro la rassicurazione che saranno valutati eventuali piatti da cambiare.
“Molti genitori si sono lamentati inviando varie Pec al Comune senza ottenere risposta. Male, perché non si possono ‘insabbiare’ le legittime proteste delle famiglie”, attacca Antonello Carai, papà di una bimba di cinque anni che frequenta la Giusy Devinu e, soprattutto, presidente del consiglio di istituto. “L’amministrazione non può continuare a fare erogare cibi simili ai nostri figli e figlie, chiediamo che ci sia una varietà certa dei cibi da proporre. E invitiamo con forza il Comune ad abbassare le tariffe per il servizio mensa, a parità di Isee uno studente universitario di Cagliari paga molto meno di un bambino di tre anni”.


In questo articolo: